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50 ANNI DELLA CARITAS, IL PAPA RINGRAZIA

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Il Papa ringrazia la Caritas per i 50 anni a favore dei poveri. Ieri c’erano 1500 persone in udienza nell’aula Paolo VI per festeggiare la ricorrenza. La cronaca di Avvenire.

«Tre vie per la Caritas italiana che festeggia i 50 anni dalla sua istituzione. «Partire dagli ultimi, custodire lo stile del Vangelo, sviluppare la creatività». Specie «nell’attuale cambiamento d’epoca in cui le sfide e le difficoltà sono tante, sono sempre di più i volti dei poveri e le situazioni complesse sul territorio». Papa Francesco non usa giri di parole e con le parole di San Paolo esorta: «Vi auguro di lasciarvi possedere da questa carità». Poi, al culmine dell’udienza nell’Aula Paolo VI affollata da oltre 1.500 persone, tra cardinali, vescovi, operatori e volontari, pronuncia un grande «grazie» per quanto è stato compiuto durante la pandemia al fine di alleviare «la solitudine, la sofferenza e i bisogni di molti» e offrire «ascolto e risposte concrete a chi è nel disagio». Un discorso, quello di Francesco, giunto al termine di una mattinata di testimonianze e di festa. Prima di tutto la via degli ultimi. «È da loro che si parte, dai più fragili e indifesi», ha detto il Pontefice, ricordando di averne parlato qualche giorno fa con il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento e già presidente della Caritas italiana. «La carità è la misericordia che va in cerca dei più deboli, che si spinge fino alle frontiere più difficili per liberare le persone dalle schiavitù che le opprimono e renderle protagoniste della propria vita», ha spiegato Francesco. Molto è stato fatto in questo mezzo secolo. «Obiezione di coscienza, volontariato, cooperazione con il Sud del pianeta, emergenze in Italia e nel mondo, migrazioni, corridoi umanitari, centri di ascolto e osservatori delle povertà e delle risorse». È bello – ha proseguito papa Bergoglio – allargare i sentieri della carità». Perché la storia non si guarda dalla prospettiva dei vincenti, ma da quella dei poveri, la prospettiva di Gesù». Quanto alla via del Vangelo, essa consiste nell’avere «uno stile evangelico». «Lo stile dell’amore umile, concreto ma non appariscente, che si propone ma non si impone. Lo stile dell’amore gratuito, che non cerca ricompense. Lo stile della disponibilità e del servizio, a imitazione di Gesù che si è fatto nostro servo». La carità «è inclusiva – ha quindi sottolineato il Papa -, non si occupa solo dell’aspetto materiale e nemmeno solo di quello spirituale. La salvezza di Gesù abbraccia l’uomo intero. Una carità spirituale, materiale, intellettuale». «Abbiamo bisogno – ha quindi proseguito – che le Caritas e le comunità cristiane siano sempre in ricerca per servire tutto l’uomo, perché “l’uomo è la via della Chiesa”, secondo l’espressione sintetica di San Giovanni Paolo II».

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