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martedì 5 Marzo 2024 - 01:37
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A Paestum scoperti due nuovi templi dorici

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La campagna di scavo a Paestum porta alla luce due templi greci di stile dorico e il ritrovamento costituisce una scoperta nella scoperta. Gli scavi nella zona occidentale dell’antica città di Poseidonia gettano infatti una nuova luce sulle origini e lo sviluppo urbanistico della polis della Magna Grecia. Perché sotto il primo santuario, già intercettato dal 2019, risalente ai primi decenni del V secolo a.C e considerato un “assoluto unicum” dell’architettura templare di ordine dorico, si cela un’altro ritrovamento. Che ci aiuterà a comprendere l’evoluzione dell’architettura dorica a Poseidonia e in Magna Grecia.

Il primo tempio, identificato nel 2019 e indagato a partire da settembre del 2022 è conservato nelle porzioni del basamento delle colonne e dei gradini e evidenzia un porticato di 4×6 colonne. Ma dalle indagini svolte nelle ultime settimane, spiegano gli archeologi, la storia del santuario sembra essere ancora più antica. All’interno della struttura templare, al di sotto del colonnato, sono stati reimpiegati, probabilmente a scopo rituale, 14 capitelli dorici frammentari e altri materiali architettonici: i capitelli sono di dimensioni analoghe a quelli del tempietto finora esplorato ma la tipologia è, invece, differente. Ed è confrontabile con quella dei capitelli del tempio di Hera I, la cosiddetta “Basilica”, il più antico dei tre templi maggiori di Paestum.

“Questi ultimi eccezionali rinvenimenti – commenta il ministero della Cultura – dimostrano che siamo di fronte a un altro tempio, di modeste dimensioni ma con caratteristiche architettoniche simili a quelle dei primi grandi templi pestani e da datarsi al VI secolo a.C”. Insomma per motivi ancora sconosciuti, forse un crollo, all’inizio del secolo successivo questa struttura era stata sostituita, nella medesima area, da un nuovo tempio. “La portata della scoperta non si limita all’architettura e alla storia del santuario ma amplia notevolmente la nostra conoscenza dell’impianto urbanistico della città” spiegano gli archeologi. E’ stato infatti individuato anche il tracciato di una strada battuta, che corre parallela al tempio ma che ha un orientamento diverso rispetto alle mura: significa che alla fine del VI secolo a.C., quando il tempio più antico fu eretto, la città di Poseidonia non era ancora dotata di mura difensive.

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