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Al Maker Fair di Roma le invenzioni che migliorano la qualità della vita

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Una collana profumata progettata per dare sicurezza alle donne e migliorare allo stesso tempo la loro postura, un bastone intelligente per le persone non vedenti, un elettrocardiogramma indossabile e un biosensore ‘fai da te’ per monitorare la salute. Sono alcuni dei progetti e delle invenzioni per migliore l’assistenza e la qualità della vita dei pazienti e il lavoro dei medici, che verranno presentate durante la settimana dell’innovazione, in programma dal 27 settembre al 5 ottobre a Roma per la seconda edizione della ‘Maker Fair’: la fiera dedicata ai maggiori progetti innovativi e alle invenzioni nel settore del ‘digital manifacturing’ in 3D.

‘PosturAroma’ è una collana progettata per migliorare la postura. Grazie a una serie di sensori, il dispositivo capisce qual è l’angolo mantenuto dalla schiena della persona che la indossa, e in questo modo libera un aroma che ricorda di alzare lo sguardo da terra e adottare una posizione che fa sentire anche più sicure di sé. L’inventore di ‘PosturAroma’ è Akarsh Sanghi, uno studente di origini indiane che frequenta il corso di Interaction Design al Cidd (Danimarca). Il suo progetto è nato in collaborazione con il programma di ricerca di ‘Woman Safety’ della Amsterdam University of Applied Sciences.

Il ‘Safe Walk’, bastone intelligente per non vedenti, è in grado di identificare gli ostacoli e le irregolarità del terreno grazie a una serie di sensori. A progettarlo è stato Matteo Marino, classe 1982, un ingegnere informatico con una passione per l’elettronica e la robotica. ‘Safe Walk’ avverte l’utilizzatore sulle condizioni della strada e lo guida attraverso le parti più difficili del suo cammino. La batteria principale ha una autonomia di circa 5 ore.

Altra invenzione italiana è il ‘Wearable Ecg’, il sensore cardiaco multiuso: in grado di tenere sotto osservazione i battiti del cuore, una sorta di elettrocardiogramma indossabile capace di comunicare via ‘Bluetooth’ con lo smartphone e inviare le richieste di aiuto quando ci si trova in pericolo e il ritmo cardiaco risulta molto alterato. Dietro al sensore Ecg c’è un gruppo di cinque professionisti che hanno deciso di lavorare insieme per realizzare progetti innovativi e in grado di aiutare le persone.

Il ‘BITalino’, un biosensore ‘fai da te’ made in Portogallo, è microcomputer che mette insieme elettrocardiogramma, elettromiografo, sensore di attività elettro-dermica, movimento e luce. Puoi mettere insieme i diversi moduli per creare invenzioni uniche e aggiungere anche sensori fatti in casa. L’ideale per chi vuole conoscere la salute umana attraverso un altro punto di vista. Il progetto di BITalino è coordinato da Hugo Silva, bioingegnere dell’Instituto de Telecomunicações di Lisbona e cofondatore della startup di strumenti biomedicali Plux.

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