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martedì 5 Marzo 2024 - 02:37
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ANCHE COFFERATI CONTRO LANDINI

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Dopo l’ex segretario della Fim Cisl Bentivogli, anche Sergio Cofferati ha una posizione netta, molto diversa dall’attuale segretario della CGIL Maurizio Landini.

«L’obbligo vaccinale è la priorità assoluta. Il resto, dai Green pass ai tamponi, viene di conseguenza». I toni sono pacati ma Sergio Cofferati, ex leader della Cgil nonché ex sindaco di Bologna e parlamentare europeo, non le manda a dire: «Per non scontentare nessuno, si finisce per non fare le cose necessarie. Al governo manca il coraggio di decidere». Nel frattempo, rendere il passaporto vaccinale obbligatorio per tutti i luoghi pubblici è una soluzione? «Assolutamente sì. Nei posti in cui le persone sono a contatto con altre persone, l’uso del Green pass è indispensabile». I sindacati hanno espresso contrarietà al Green pass nelle mense aziendali. «Le funzioni delle mense e dei ristoranti sono le stesse: ci vai per mangiare». Usufruire della mensa non è un diritto dei lavoratori? «È fuor di dubbio, ma il diritto non può essere esercitato senza mettere a repentaglio la salute degli altri, come fa chi non si vaccina. Di norma, tra l’altro, quando vai al ristorante sei con persone che conosci e comunque sai che entri in un luogo dove sono tutti vaccinati. Nella mensa non sai invece se chi sta vicino a te è immunizzato». L’obiezione dei no vax è nota: così si lede la libertà dei lavoratori. «Il problema non è la libertà, ma la sicurezza. Una persona che non vuole vaccinarsi è una persona non sicura, che rischia la sua vita e, cosa decisamente grave, mette in discussione la sicurezza degli altri. C’è un bene supremo che è la vita di chi mi sta vicino. E va garantito con tutti gli strumenti». Cosa bisogna fare per convincere i lavoratori a vaccinarsi? «Il Green pass è uno stimolo gentile. Poi bisogna insistere e spiegare le ragioni del bene generale. Non puoi pensare a te stesso soltanto, ma a tutti. Devi fare la tua parte, vaccinarti e rispettare le regole». È favorevole o contrario ai tamponi gratuiti? «Il tampone è uno strumento importante, lo Stato deve garantirne l’accesso a tutti. Non si può far ricadere il costo sulle persone, non solo nel mondo del lavoro ma in genere».

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