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mercoledì 12 Agosto 2026 - 19:25
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Arrestata la sorella di Ornella Muti. Per Claudia Rivelli l’accusa e’ traffico di droga.

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Scoperto traffico di stupefacenti con centrale operativa a Roma. Tra le sostanze smerciate la cosiddetta droga dello stupro (Ghb Gbl), eroina sintetica (fentanili), catinoni sintetici, benzodiazepine, nonché sostanze ad effetto psicotropo, appartenenti alla categoria delle nuove sostanze psicoattive. Le droghe venivano acquistate dall’estero sul web o sul darkweb e sono ritenute ad elevata pericolosità per la salute. Trentanove gli arresti tra cui anche Claudia Rivelli, 71 anni, attrice e sorella dell’attrice Ornella Muti. Per lei e altri dieci sono stati disposti gli arresti domiciliari mentre per altre 28 persone la detenzione in carcere. L’operazione è stata eseguita con la collaborazione di Ris e di Europol, mentre le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto di Roma, Giovanni Conzo. “Quello che a prima vista apparirebbe come un traffico ‘di nicchia’, devoluto solo ad alcuni ‘amanti’ del settore, si è rivelato essere molto più esteso e alimentato da pressanti richieste dei consumatori”, ha scritto il Gip Roberto Saulino nell’ordinanza con cui ha disposto le 39 misure cautelari. Grazie al costante monitoraggio degli e-shop presenti sul web, deep e dark web ed all’individuazione dei canali di importazione sono state individuate oltre 290 spedizioni verso soggetti dediti all’importazione sparsi su tutto il territorio nazionale, per un volume di affare stimabile in circa 4,8 milioni di euro. Lo scorso 15 Settembre Claudia Rivelli era stata fermata dalla polizia che, nel suo appartamento della Camilluccia, a Roma, aveva trovato e sequestrato tre flaconi contenenti complessivamente circa un litro di sostanza Gbl. Quando fu sottoposta al processo per direttissima, al giudice dichiaro’ che quel flacone era per suo figlio che vive all’estero, “perche’ lui la usa per pulire la macchina, io invece per pulire l’argenteria”.
Ora la donna è accusata di importazione e cessione di sostanze stupefacenti perché, come si legge nel capo di imputazione, “illecitamente dall’Olanda con cadenze trimestrali, importava vari flaconi di Gbl provvedendo ad inviarne parte al figlio residente a Londra dopo averne sostituito confezione ed etichetta riportante la scritta ‘shampoo’, in modo da ingannare i controlli alla dogana. Reso noto anche uno scambio di chat whazapp tra la donna ed il figlio:  “Pacco arrivato e nascosto” e “fammi sapere notizie mano a mano, se no mi agito troppo fino a giovedì”, si legge negli stralci di conversazione resi pubblici.

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