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Berin Iglesias Art: la sinfonia del lusso in tutto il mondo

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C’è una linea sottile che separa l’intrattenimento dall’arte. Maxim Berin quella linea l’ha attraversata molto tempo fa, portando con sé una visione capace di trasformare un concerto in un’esperienza, una serata in un ricordo destinato a restare.

Dalla musica classica ai riflettori del jet set internazionale, la sua è la storia di un uomo che ha saputo unire il rigore della formazione musicale alla libertà creativa dell’imprenditore. Tutto comincia in Germania. Giovane sassofonista, Berin vive di note, di palchi, di pubblico. «Fino ai ventisette anni ho vissuto per suonare – racconta – ma sentivo che non bastava. Mi serviva un orizzonte più ampio».

Quel desiderio lo spinge verso il mondo del management culturale. Accanto a lui, sin dall’inizio, c’è il padre: un direttore d’orchestra che gli trasmette non solo l’amore per la musica, ma la comprensione profonda di come l’arte diventi industria, emozione e progetto insieme. Viaggiando al suo fianco nei cinque continenti, Maxim inizia a guardare dietro le quinte, dove lo spettacolo si costruisce e si immagina prima ancora che accada. Da lì in poi, il passo verso la creazione dei primi festival è naturale. Prima la musica classica, poi il pop, il rock, il jazz: linguaggi diversi, ma un’unica ambizione — dare vita a qualcosa che unisca eleganza e intensità.

Le collaborazioni si moltiplicano: José Carreras, Andrea e Matteo Bocelli, Robbie Williams, Michael Bublé, Elton John, Eros Ramazzotti, Will Smith. Ogni nome è una nota di una sinfonia più grande: quella che unisce il talento al lusso, la cultura allo spettacolo. Il punto di svolta arriva con la nascita della Berin Iglesias Holding, con sede a Monaco di Baviera e filiali in tutto il mondo. Da questa visione nasce anche il Big Art Festival, oggi sinonimo di eccellenza internazionale.

Ville private trasformate in teatri, piazze che diventano palcoscenici, cene stellate sotto il cielo estivo: il Big Art non è solo un evento, è un viaggio multisensoriale. «Ci piace pensare ai nostri eventi come a opere d’arte viventi – spiega Berin –. Ogni serata deve essere irripetibile, qualcosa che non si può replicare». E infatti lo è. Da Forte dei Marmi alla Costa Smeralda, passando per Dubai e New York, ogni edizione del Festival è presentata dal volto cosmopolita di Pietro Polidori e unisce pubblico internazionale, atmosfere sofisticate e performance che sanno emozionare. Non si tratta solo di lusso, ma di armonia. Della capacità di far dialogare mondi diversi: la musica, la cucina gourmet, la moda, l’eleganza. Tutto orchestrato con la precisione di chi conosce la musica del dettaglio.

La pandemia, che avrebbe potuto fermare il ritmo, diventa per Berin una pausa di riflessione e rinascita. Al termine di quel silenzio forzato, il pubblico mondiale era pronto a sognare di nuovo, e la Holding ha risposto espandendo il proprio orizzonte verso l’Asia e il Medio Oriente: Singapore, Tokyo, Hong Kong, Marbella, Miami, Mykonos, Doha. Luoghi che diventano scenari, cornici di un’estetica globale che parla la lingua dell’emozione. Ma dietro l’immagine patinata, c’è una verità semplice. «Da solo non potrei realizzare nulla», ammette Berin. «Ogni idea prende vita grazie alle persone che la condividono con me». È questa la sua filosofia: nessun successo nasce dal caso, ma dal dialogo, dal lavoro di squadra, dalla capacità di immaginare insieme.

Oggi, guardando avanti, Maxim Berin continua a inseguire lo stesso sogno che lo ha guidato fin dall’inizio: far crescere il Big Art Festival (che da diversi anni collabora con successo a livello mondiale con Chopart e Omniyat creando insieme eventi significativi) come marchio globale dell’eccellenza, continuando a unire arte e lusso in un’unica melodia.

Perché per lui, come per i grandi direttori d’orchestra, la musica – e la vita – non finiscono mai: semplicemente cambiano ritmo.

“Berin Iglesias Holding è un’azienda internazionale che opera in molti paesi ed è all’avanguardia nella creazione di eventi vibranti e indimenticabili”, queste le parole del founder Maxim! “Ogni progetto che realizziamo è come un’opera d’arte. Mi sento come un artista o un compositore che prima ascolta un’idea interiormente e poi dà vita a un evento ricco di emozioni, luce e atmosfera. Questa è la vera magia del nostro lavoro. Si può provare a replicare la forma, ma non si può replicare l’anima. Molti tentano di copiare la Grande Arte, ma senza esperienza, gusto e sensibilità per i dettagli, è impossibile avvicinarsi all’atmosfera che creiamo”.

“Il Big Art Festival è molto più di un evento musicale. È una fusione di arte, bellezza ed energia umana. Qui, la musica incontra l’arte visiva, capolavori di gioielleria e storie emozionanti che rimangono impresse a lungo dopo la fine dell’evento. Al Big Art Festival, si vive uno stato d’animo speciale: quando la musica diventa aria, le emozioni si trasformano in movimento e un singolo momento diventa un ricordo indimenticabile. E ogni artista che sale sul palco del Big Art Festival percepisce l’istante in cui il pubblico lo trasporta oltre i suoi limiti abituali. È pura energia, impossibile da imitare”.

 

(…) “La musica è un linguaggio parlato dall’anima. Connette le persone in un modo che nessun progetto politico o economico potrebbe mai fare. Berin Iglesias Holding produce festival esclusivi, concerti unici, eventi di beneficenza di alto livello, programmi culturali raffinati – tra cui mostre di fama mondiale, produzioni di balletto e opera – nonché rare collaborazioni tra musicisti d’eccezione, unendo musica contemporanea e classica in un unico spazio artistico. Per noi, ogni progetto è un’opera d’arte a sé stante. Trasformare una visione interiore in qualcosa che risuoni con migliaia di persone è ciò che rende significativo il nostro lavoro”.

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