Si recava a lavoro, alle 5:30 di questa mattina il bracciante investito e ucciso a Sabaudia.
La vittima, di origine indiana lavorava nei campi e proprio mentre vi si recava è stato travolto e ucciso in sella alla sua bicicletta da un’autovettura, sulla Migliara 53 nel comune di Sabaudia.
Le cause dell’urto avvenuto all’altezza di via Lungo Sisto sono ancora in fase di accertamento. L’impatto è stato violento, a tal punto che i soccorsi arrivati sul posto congiuntamente ai carabinieri nonostante il tentativo di rianimare il bracciante, non hanno potuto salvarlo per la situazione già troppo compromessa. I Carabinieri della stazione di Sabaudia sono adesso incaricati di ricostruire la vicenda, la dinamica, attraverso tutti i rilievi del caso.
Intanto, la Cgil si fa sentire chiedendo più investimenti per la sicurezza dei lavoratori, anche su strada: “Nel nostro Paese stiamo assistendo ad un vertiginoso aumento di incidenti mortali che coinvolgono persone alla guida di biciclette. Una piaga che deve essere affrontata. Sia con una diversa organizzazione del lavoro che punti a ridurre lo stress, la stanchezza e la fatica psicofisica delle persone, che con importanti investimenti sulla sicurezza stradale. Per questo è importante che nel tavolo con la Prefettura di Latina in merito all’imminente protocollo sulla salute e la sicurezza siano previsti anche interventi sulla sicurezza delle strade percorse dai braccianti”.
Impossibile non pensare a Satnam Singh deceduto esattamente un anno fa nell’indifferenza del caporalato per l’assenza di misure di sicurezza. Marta Bonafoni si è espressa sulla tragedia odierna e quella dello scorso anno ribadendo che al cordoglio e all’indignazione devono seguire cambiamenti, fatti reali.









