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martedì 5 Marzo 2024 - 00:43
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Cambia il piano vaccinale in Lombardia: ultime notizie

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La Lombardia ha cambiato il piano vaccinale. Infatti è stato deciso di affidare la somministrazione dei vaccini anti-Covid solo ai grandi centri.  È questa la linea di Regione Lombardia per la prossima fase della campagna dei vaccini, al via dal 12 aprile.  Dagli attuali 210 centri il coordinatore regionale del piano vaccinazioni, Guido Bertolaso, vuole passare a 76 maxi-hub. I cittadini inoltre potranno prenotare attraverso il sito di Poste italiane. Tutte le strutture più piccole non saranno invece utilizzate a tal fine. Dai radar spariscono anche i centri di alcuni grandi ospedali. L’Istituto Auxologico italiano, che ha strutture aperte a Milano, in Brianza e in Piemonte, per esempio, conferma a Wired che sul sito di prenotazione andrà solo il centro massivo di Meda (in provincia di Monza), aperto grazie al contributo fornito da oltre 150 volontari.  Molti sindaci hanno scritto preoccupati all’assessore alla Sanità, Letizia Moratti, e a Bertolaso per chiedere un dietrofront, lasciando attive anche le piccole strutture sul territorio. 100 tra quelli della provincia di Milano hanno firmato un appello per mantenere in attività le strutture sul territorio, replicando la capillarità della campagna anti-influenzale. Stesso copione da Cremona a Mantova. in tutto ciò, non è ancora ben chiaro il ruolo delle farmacie. Il governo le ha autorizzate a somministrare i vaccini proprio per arrivare più capillarmente sul territorio. Ma per adesso Regione Lombardia non ha una lista di quelle disponibili. Vedremo a cosa porterà questa modifica apportata dalla regione, con la speranza che si proceda con più celerità dato che  nei primi tre mesi della campagna, le persone convocate, anziani ultraottantenni in primis, sono state spesso catapultate a decine di chilometri di distanza, con scarsissimo preavviso se non addirittura dopo la data stessa dell’appuntamento, e al centro sbagliato. Il risultato è che, al primo aprile, il 63% dei 611.078 over 80 lombardi ha ricevuto la prima dose e il 27% la seconda. Per cercare dii arginare questa situazione, la regione Lombardia ha invitato gli ultraottantenni a presentarsi anche senza prenotazione, ma col rischio che questo generi assembramenti e rischi davanti alle strutture operanti a tal fine.

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