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sabato 13 Aprile 2024 - 11:07
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Dopo il richiamo di Mattarella, gelo Centrodestra-Colle

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E’ gelo del centrodestra dopo le parole del presidente Sergio Mattarella sugli scontri di Pisa. Da Fratelli d’Italia alla Lega, nessuno cita direttamente l’intervento del Capo dello Stato sull’autorevolezza delle forze dell’ordine che “non si misura sui manganelli”, ma i commenti di senso inverso a quelli del Quirinale danno la misura della distanza che gli scontri di piazza hanno scavato tra la maggioranza e il Colle. Il più diretto è Matteo Salvini che, dopo aver ribadito per ben tre volte che “le parole del presidente” Mattarella “si leggono e non si commentano”, risponde ai giornalisti che lo incalzano: “Poliziotti e carabinieri sono quotidianamente vittime di violenza fisica e verbale. Anche in quella piazza”, “chi mette le mani addosso a un poliziotto o a un carabiniere è un delinquente”.

Intanto il Pd chiede che, a questo punto, sia direttamente la premier Giorgia Meloni a riferire in Aula su quanto avvenuto. Se il presidente della Repubblica ha rimarcato la reazione fallimentare dei “manganelli” usati contro i più giovani, il centrodestra di governo continua ad insistere sul rischio che tutte le forze dell’ordine finiscano nel tritacarne. Nel mirino c’è la sinistra che vuole “delegittimare” i tutori dell’ordine pubblico, indicandoli “a bersaglio di chi oramai da mesi cerca in ogni modo di alzare il livello dello scontro, soprattutto nelle piazze”.

Le parole sono del capogruppo di FdI alla Camera, Tommaso Foti, ma trovano eco in quelle di illustri rappresentanti di Lega e Forza Italia. “Chiunque può sbagliare, ma non posso accettare la messa all’indice della polizia italiana come un corpo di biechi torturatori”, dice Salvini. E ancora: “Se si va in piazza con tutti i permessi, senza insultare, sputare, spintonare, non si ha alcun tipo di problema”.

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