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domenica 13 Settembre 2026 - 07:55
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Dubbi sulla rosa del Napoli. Valutazioni e scelte, a che punto siamo…

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Nel pieno del secondo ritiro estivo azzurro, quello a Castel di Sangro, le idee non risultano ancora molto chiare. Max Allegri ha sposato un progetto-sfida molto suggestivo e che presenta ampi vantaggi quanto complessi grattacapi. I vantaggi non possono che essere ricondotti ad un ambiente esemplare, ad un’atmosfera ormai da “Grande Squadra” e a quello che resta comunque un gruppo compatto e convinto. Il grattacapo per eccellenza è la gestione della rosa, le scelte da prendere proprio rispetto a quel gruppo compatto e convinto che, però, consta effettivamente di troppi elementi. Da Dimaro a Castel di Sangro, sono venuti fuori i primi indizi e le prime novità ufficiali ma gli azzurri restano per certo la Big italiana più indietro nel mercato. La domanda sorge spontanea: la squadra è semi-completa e va solo puntellata oppure c’è un erroneo ritardo nel calcolo dei tempi e delle operazioni? 

Non possiamo che partire dalla porta. Due ottimi portieri che nel corso dell’ultima stagione si sono contesi il prestigioso “numero 1” in più occasioni, rappresentano il primo grande oggetto di discussione in chiave gestione rosa. Allegri ha implicitamente espresso un’ottima considerazione riguardo Meret, mentre per Savic le idee sembrano un po’ confuse. La linea da seguire non è chiara e probabilmente il problema porta non merita neanche questo tipo di definizione (“problema”). La squadra di Max, se le cose dovessero restare invariate, potrebbe giovare di due buoni interpreti del ruolo e probabilmente riorganizzarli in una gerarchia più rigida. Sono incedibili? In un mercato bloccato in tal modo e in un reparto paradossalmente pieno di suggestioni fattibili, ogni entrata consona va presa seriamente in considerazione.

Per la difesa il discorso è ancora più complesso perché non ci sono solo due nomi da mettere sul piatto ma qualcuno in più. Dopotutto non è ancora ufficiale la scelta di un particolare sistema di gioco, lo si può immaginare ma proprio l’ultima stagione chiede esplicitamente un’attrezzatura adeguata per ogni evenienza. Spinazzola, Rrahmani e Di Lorenzo li possiamo immaginare con il lucchetto, poi per i restanti le situazioni sono diverse e da comprendere. Buongiorno e Beukema sembrano sempre più azzurri anche se lontano dal campo per forza di cose; Marianucci e Rafa Marin restano in sala valutazione anche se il tempo stringe. L’ex Empoli sembrerebbe aver fatto colpo sul tecnico azzurro, invece lo spagnolo viene fuori in modo più controllato; Mazzocchi è un’uscita da fare, Favasuli aspetta alla porta. Si tratterebbe di un ricambio generazionale importante non solo i termini pratici ma anche e sopratutto un messaggio fondamentale sulla “teoria” applicata dal Napoli; Olivera, data la cessione di Gutierrez al Bayer Leverkusen per 30 milioni, potrebbe restare ma anche per lui è applicabile il discorso della valutazione offerte.

Per il centrocampo, forse, c’è meno lavoro da fare, quantomeno nelle entrate. È con pochi dubbi il reparto partenopeo più competitivo ed offre tante alternative molto interessanti che tra conferme e valutazioni possono condurre verso una forma da definire. McTominay, Lobotka, Vergara, Gilmour ed Anguissa sono i blindati assoluti. Anche KDB rientra in questa categoria al di là degli avvicendamenti extra considerati poco rilevanti. Lindstrom e Folorunsho aspettano delle risposte anche se da due posizioni differenti. Spazio anche per i giovani Barido e Prisco che hanno preso parte attivamente ad i ritiri ed hanno un futuro a stretto giro tutto da scoprire. Hasa è l’unica cessione ben riuscita in questo ruolo.

Quante domande anche per l’ultimo dei reparti: l’attacco. Provando a disegnare il tridente che sarà, va congelato il tris Santos-Hojlund-Politano. I primi due sono parte attiva di questo mercato essendo stati riscatti all’alba di questa sessione rispettivamente per 16.5 e 44 milioni. Neres non ha avuto vita facile e resta un punto interrogativo; Lang sembra motivato e l’egida Allegri potrebbe risultare decisiva per il rilancio dell’olandese; lo stesso Giovane avverte l’odore del rilancio e probabilmente potrà vivere uno spazietto notevole per la stagione che verrà. Domande infinite per quanto riguarda il “vice-Hojlund”: Lukaku ha praticamente completato con certezza il suo ciclo azzurro eppure non è un suo addio (la cosa preoccupa); Lucca si dimostra un 9 con la testa sulle spalle che per il momento ha giocato discretamente le proprie carte, chissà se il mister non vorrà optare per una gestione coraggiosa e trattenere l’ex Udinese. Reparto che saluta con ufficialità Zerbin, probabilmente Cheddira a breve e Rao in prestito.

 

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