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martedì 5 Marzo 2024 - 00:58
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GENITORI COL GREEN PASS A SCUOLA, TERZA DOSE IN LOMBARDIA

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Dunque alla fine la Lega ha approvato (con molte assenze in aula) il decreto sul Green pass. Anche ai genitori sarà richiesto il Green pass, quando vanno scuola. E si mette in cantiere la terza dose. Giambattista Anastasio per il Quotidiano Nazionale

«In Lombardia la somministrazione della terza dose del vaccino contro il Coronavirus inizierà «il 21 o il 22 settembre». Ad annunciarlo è stato Guido Bertolaso, consulente della Regione per la campagna vaccinale, nel tardo pomeriggio di ieri, nelle stesse ore in cui il Consiglio d’amministrazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) formalizzava il proprio via libera al terzo ciclo di immunizzazione. L’ulteriore dose sarà somministrata solo ai cittadini considerati fragili e fragilissimi, tutti gli altri sono esclusi in attesa delle valutazioni e del pronunciamento dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema). Negli ultimi giorni sia il governatore lombardo Attilio Fontana sia la sua vice con delega al Welfare, Letizia Moratti, hanno sottolineato a più riprese come la Lombardia fosse pronta ad avviare la macchina della terza dose e attendesse solo le indicazioni del ministero della Salute. Ieri ecco l’anticipazione di Bertolaso: «In Lombardia la terza dose potrà partire dal 21 o 22 di settembre. Condivideremo il calendario domani mattina (questa mattina per chi legge, ndr) con tutte le Aziende socio sanitarie territoriali e cominceremo a vaccinare per la terza volta tutte le categorie individuate dal ministero della Salute, quindi i fragili e fragilissimi, cioè: i malati oncologici, gli immunodepressi, gli affetti da malattie croniche. Si tratta di circa 1 milione di lombardi, quelli più a rischio di tutti che vanno subito rimessi sotto protezione con vaccino Pfizer o Moderna». «Dopodiché – aggiunge Bertolaso sempre dagli studi televisivi di Telelombardia – ci predisporremmo prima della fine dell’anno anche per gli anziani delle Residenze sanitarie assistenziale (Rsa), per gli over 80 e per i medici e gli infermieri particolarmente esposti a situazioni di rischio. Dall’inizio del 2022 inizieremo poi con tutte le altre persone che vorranno sottoporsi alla terza dose di vaccino». Quasi in contemporanea, come detto, la nota dell’Aifa: «Il consiglio di amministrazione dell’Agenzia italiana del farmaco, convocato in via d’urgenza, ha approvato all’unanimità l’utilizzo di una dose aggiuntiva di vaccino ad mRNA (terza dose). Il provvedimento – si precisa – riguarda soggetti con immunosoppressione grave, in accordo alla valutazione del medico curante, quali ad esempio trapiantati, oncologici, dializzati oltre che gli anziani di età uguale o superiore agli 80 anni e i ricoverati nelle Rsa». «Partiremo dai più fragili, quelli che dopo due dosi non hanno una risposta sufficiente» conferma a sua volta il ministro Roberto Speranza, che poi annuncia: «Nelle prossime ore ci sarà una circolare del capo Dipartimento della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, che indicherà le categorie interessate». Quanto agli operatori sanitari, nella nota dell’Aifa si spiega che il richiamo «è previsto in condizioni di particolare esposizione al rischio». E si precisa, infine, che nel provvedimento «non viene inclusa la popolazione generale in attesa che EMA valuti i dati forniti dalle aziende produttrici dei suddetti vaccini. Indicazioni anche sulla tempistica della terza dose: dopo «almeno 28 giorni» dalla seconda dose per quanto riguarda i soggetti fragili e dopo «almeno 6 mesi» per le altre categorie. ».

La Stampa intervista il ministro della Salute Roberto Speranza, a Torino per il Festival Salute e fa il punto su tutto.

«Nessuna frenata sul Green Pass. Roberto Speranza ci tiene a precisarlo, dopo il rinvio dell’estensione dell’obbligo del certificato Covid per i lavoratori pubblici e privati. «La linea del governo è chiara e si andrà in quella direzione», assicura il ministro della Salute, intervistato dal direttore de La Stampa, Massimo Giannini, nell’ambito del Festival di “Salute”. «Le scelte vengono fatte sul piano sanitario e nell’interesse del Paese – spiega – non seguendo le polemiche politiche». Quindi il decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri non è stato ridimensionato per via delle pressioni della Lega. «No, le dinamiche politiche non incidono nelle decisioni del governo, sono troppo piccole rispetto alla posta in gioco. Si lavora seguendo una linea netta, che parte dall’idea che il vaccino è un’arma fondamentale: puntiamo a rendere sicuri i luoghi di lavoro e a incentivare le vaccinazioni». Dunque arriverà un altro decreto la prossima settimana? «Sui tempi non so dirle, faremo una valutazione, anche perché bisognerà scrivere bene le norme e ci sono vari ministeri coinvolti, a partire dalla Pubblica amministrazione. Ma posso confermare che ci sarà un’ulteriore estensione dell’obbligo di Green Pass in vari settori. A cominciare da quelli in cui il certificato viene chiesto ai clienti ma non ai lavoratori, come i ristoranti e i bar: un’anomalia che sarà sanata nel più breve tempo possibile». Per l’allargamento alle aziende serve l’accordo con le parti sociali: non trova che i sindacati, in particolare, stiano facendo resistenza? «No, io ho parlato con i principali leader sindacali e ho trovato un atteggiamento costruttivo e responsabile. Sono sicuro che continuerà l’interlocuzione anche con le imprese e che ci siano le condizioni per seguire il percorso tracciato». Avanti con l’estensione del Green Pass fino ad arrivare all’obbligo di vaccinazione, se necessario? «Noi non abbiamo escluso l’obbligo, è una facoltà che la nostra Costituzione ci offre. È già previsto per tutti gli operatori sanitari e, con l’ultimo decreto, anche per i lavoratori non sanitari delle Rsa, dagli amministrativi agli addetti alle pulizie. L’ipotesi dell’obbligo è concreta e resta in campo, valuteremo in base all’andamento della campagna vaccinale e al futuro quadro epidemiologico». La campagna vaccinale è in linea con le attese? L’obiettivo dell’80% di copertura della popolazione resta valido? «La campagna sta andando secondo i piani. L’obiettivo dell’80% della popolazione vaccinabile è alla portata per fine mese. La risposta degli italiani è positiva, credo che andremo su percentuali molto robuste, del resto anche l’80% sembrava ambizioso e invece ci siamo. Abbiamo superato gli 80 milioni di dosi somministrate, un risultato incredibile. Ma dobbiamo insistere, perché ogni persona vaccinata in più è uno scudo aggiuntivo per tutti, rispetto alla stagione che ci aspetta, a partire dalla ripresa della scuola». C’è, però, una quota ostinata di resistenti, compresi illustri professori schierati contro il Green Pass. Che cosa ne pensa? «Noi abbiamo bisogno di dare un messaggio basato sull’evidenza scientifica. La verità da dire è che l’alternativa ai vaccini sono le chiusure: la coperta è stretta, o la tiriamo dalla parte dei vaccini oppure rischiamo di ritornare a misure che sono da scongiurare. Chi ha dubbi sinceri sulla vaccinazione non va insultato o trattato come un Flinstone ignorante, va ascoltato e messo di fronte ai dati univoci sulla sicurezza e l’efficacia vaccini, che arrivano da tutto il mondo». (…) Qualcuno, anche importanti scienziati, arriva a minacciare i no vax dicendo: se non ti vaccini e ti ammali, poi ti paghi le cure di tasca tua. Lei che dice? «Non sono d’accordo, penso che la cosa più bella del nostro servizio sanitario nazionale sia l’impianto universalista, cuore del lascito dei padri costituenti. Se una persona sta male, non conta quanti soldi ha, di che colore è la sua pelle, dov’ è nata o se ha fatto il vaccino anti Covid: per me deve essere curato. È chiaro che chi non si vaccina fa un danno prima di tutto a se stesso e poi produce un costo per la nostra sanità, ma il principio della cura per me non può essere messo in discussione». Intanto, dall’Aifa è arrivato il via libera alla terza dose di vaccino per i soggetti più fragili e gli anziani: qual è il piano? «Avviamo un percorso per alcune categorie con particolare deficit immunitario, arriverà una specifica circolare del direttore della Prevenzione Rezza per indicare a chi sarà somministrata in via prioritaria. Per i soggetti fragili è più corretto parlare di completamento del ciclo vaccinale, piuttosto che di terza dose, visto che può anche essere ravvicinata rispetto alla seconda iniezione, mentre in generale devono essere passati almeno 6 mesi. In una seconda fase daremo priorità agli anziani nelle Rsa e agli ultraottantenni, poi il personale sanitario». Dovremo abituarci a fare tutti un vaccino anti Covid ogni anno, visto che è ormai accertato un calo delle difese immunitarie dopo alcuni mesi? «È probabile che, per un po’ di tempo, siano necessari richiami periodici. È una questione da approfondire, ma non si può escludere. Del resto, il vaccino sarà sicuramente migliorato e adattato alle varianti: gli scienziati sono a lavoro, come le agenzie e le aziende farmaceutiche, per trovare contromisure ancora più efficaci contro il virus».

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