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lunedì 12 Ottobre 2026 - 11:15
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Happy Victims: la felicità come atto di consumo

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Happy Victims è un libro fotografico del fotografo giapponese Kyoichi Tsuzuki, tornato di recente in una nuova edizione aggiornata dopo essere uscito di catalogo per anni. Originariamente pubblicato tra il 1999 e il 2006 come serie di reportage sulla rivista di moda Ryuko Tsushin, il progetto è stato infine raccolto in volume e ripubblicato da Apartamento Publishing nel 2025 con una prefazione dell’autore e un’introduzione di Isabella Burley. 
Nelle sue pagine ci sono ritratti di persone comuni a Tokyo, fotografate nelle loro abitazioni più o meno anguste, circondate da collezioni maniacali di abiti e accessori di marchi di moda. La serie ritrae persone che hanno trasformato quello che potrebbe essere un semplice interesse in una vera ossessione: dalla madre di famiglia appassionata di Marc Jacobs, al monaco buddista che colleziona Comme des Garçons, fino agli amanti di McQueen con armadi traboccanti di pezzi unici. Queste immagini, accompagnate da brevi note sulla vita quotidiana dei protagonisti, esplorano il rapporto tra identità personale, desiderio e consumo estetico. 

Il titolo del libro gioca con un paradosso: le “vittime felici” non sono tanto vittime della moda, ma persone che hanno scelto di dare a ciò che possiedono un ruolo così centrale da diventare parte della loro identità – pur non essendo necessariamente ricche o inserite nel mondo glamour che la moda mainstream spesso celebra. 

Leggendo Happy Victims ci si può chiedere quanto e come gli oggetti che possediamo riflettano davvero chi siamo, e dove si collochi il confine tra una passione autentica e l’abitudine al consumo. In un’epoca in cui marchi e tendenze sembrano definire stili di vita e aspirazioni, il libro ci invita a guardare dentro quegli spazi personali dove estetica, desiderio e autodeterminazione si intrecciano – e quindi a chiederci: siamo padroni delle nostre passioni, o ne siamo felici prigionieri? 

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