La data fissata per l’inizio del “banchetto” ufficiale è il 22/08, ma i venti invitati non possono che cominciare ad organizzarsi al meglio per arrivare preparati. Andando oltre le allegorie introduttive manca sempre meno all’inizio della “nuova” Serie A e, soprattutto con un Mondiale così impegnativo, le novità da scoprire vengono a galla più lentamente del solito. Sono tante le idee, i progetti presentati implicitamente dalle varie squadre, ma c’è qualcuna che, pur partendo dalla seconda fila sulla carta, ha intenzione di farsi notare con convinzione.
Non è mai semplice confrontarsi con un campionato diverso anche se lo hai vissuto recentemente ed a più battute; non è mai semplice ritenersi concretamente alla pari di squadre che hanno risorse ed esperienze diverse; infine, non è mai semplice costruirsi un appeal vincente in grado di “tranquillizzare” soprattutto l’approccio. Chi, però, ce la sta mettendo tutta per la soddisfazione di detti criteri è il Venezia di “matrice” statunitense.
I lagunari hanno vinto l’ultimo campionato di Serie B fondando il proprio gioco e la propria politica applicativa con decisione e risultati. Le novità interne, però, sollevano importanti riflessioni: la prima non può che essere l’ossimoro della “novità” conferma di Stroppa in panchina. Il tecnico ha dimostrato grande valore nell’ultima stagione e soprattutto principi progettuali degni di futuribilità cancellando quell’imperfetto passato da allenatore in Serie A; la seconda, quella sotto gli occhi di tutti, è certamente la modalità di investimento, la ricerca di calciatori che rapporto qualità-prezzo sono in grado di agevolare il re-building di questa rosa. Non si tratta di scelte affrettate volte semplicemente ad ingrandire il nome “Venezia”, ma di scelte pensate e funzionali al modernissimo “Concetto Venezia”.
Quindi, partendo proprio dall’analisi “campistica”, le riflessioni già analizzate hanno cominciato a proporre qualche spunto curioso: hanno vinto tutte le amichevoli pre-campionato (va sottolineato il 3-0 incredibile contro il Galatasaray); ed hanno trovato un equilibrio veramente interessante che ha permesso loro di fondere qualità preesistenti e freschezza appena arrivata. Non a caso, ripercorrendo la struttura scelta, si evince una grande capacità nelle scelte importanti che presentano i veneti (ancora con mercato da definire) in questo modo: il numero 1 è Stankovic, ormai punto di riferimento del club ed altro elemento della furbizia aziendale di questa società che non ha mai smesso di corteggiare il talento serbo; In difesa sono già arrivati Bella-Kotchap e Moreno per rimpolpare il cuore della difesa pescando chi conosce già il campionato. E’ arrivato anche Correia per la fascia, terzino abbastanza lussuoso e che porta sicuramente più pregi che difetti in quella zona di campo; A centrocampo Berardi, Basic, Helgason e si lavora per Simon Sohm. In avanti Albion Rrahmani e Akor Adams rendono veramente intrigante l’assetto del Venezia.
La risposta alla domanda posta nel titolo non può che essere una: si tratta di un progetto simil-Como. Una società che, oltre a ragionare su tutti gli aspetti da limare, ha inserito forte progettualità, furbizia e scaltrezza per il raggiungimento di obiettivi via via sempre più ambiziosi. La società è stata in grado di lavorare tanto sull’aspetto campo quanto sull’aspetto extra. Basti pensare alla cura del brand in tutte le sue forme dai kit all’identità costruita. E’ possibile aspettarsi un exploit in stile Como di Fabregas? No, ma per come stanno le cose potremmo star assistendo alla nascita di un “concetto” calcistico esemplare e, che con più tempo a disposizione, potrà portare il club ad ottimi livelli.









