L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, storica istituzione pubblica tra le accademie per la formazione di attori in Italia, è finita al centro di una grossa bufera. Sotto la lente di ingrandimento il processo di selezione del 2025-2026. Dei 188 candidati iniziali, solo 22 sono stati dichiarati idonei per la terza fase. Questo ha suscitato ovviamente proteste e dubbi sulla trasparenza e sull’equità delle valutazioni. Negli anni precedenti alla terza fase erano ammessi circa 50/60 candidati, visto che il numero degli ammessi definitivamente all’accademia è di 18.
Come funzionano le accademie
In generale la procedura di selezione delle accademie è da sempre rigorosa e articolata in due o tre fasi, che scremano progressivamente i partecipanti: da una media di 800-1000 candidati, la seconda fase vede l’accesso di circa 150 persone, mentre la terza coinvolge solo 40-60 aspiranti, con 15-20 posti disponibili. Il percorso di selezione comporta non solo un grande impegno in termini di studio e preparazione, ma anche costi significativi. Le tasse di iscrizione possono variare da 50 a 130 euro a seconda dell’accademia, senza contare le spese per spostamenti tra città e soggiorni in alberghi o mezzi pubblici. Molti candidati si affidano anche a preparatori accademici esterni per affinare le prove d’esame, incrementando ulteriormente i costi.
Le principali critiche riguardano però l’assenza di feedback da parte delle commissioni: al termine delle varie fasi, nessun candidato riceve indicazioni sui propri errori o suggerimenti per migliorare. Questa mancanza di comunicazione alimenta frustrazione e scoraggiamento, soprattutto dopo investimenti economici e personali così rilevanti. Inoltre, alcune modifiche al bando pubblico durante il processo, hanno generato ulteriore confusione tra gli aspiranti attori. La terza fase di selezione della Silvio D’Amico è sempre durata 10 giorni, ma stavolta sul sito è stato riportato un solo giorno di selezione. Come se fosse superfluo, perché tutto già deciso. Ma dopo le polemiche, l’accademia è corsa ai ripari giocandosi la carta “errore” e riportando i giorni di fase a 10.
Le accademie negli ultimi anni perdono sempre di più la stima dei giovani che intendono formarsi
La vicenda solleva interrogativi più ampi sulla trasparenza dei sistemi di selezione nelle accademie italiane. E soprattutto sull’accessibilità economica dei percorsi artistici e sul rispetto verso chi desidera intraprendere la carriera di attore. Nonostante la passione e la dedizione, molti giovani si trovano di fronte a un processo percepito come arbitrario e impersonale, che rischia di scoraggiare talenti promettenti.





