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venerdì 12 Luglio 2024 - 12:29
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IL PAPA: PER RIPOSARE SPENGERE I TELEFONINI

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A proposito di telefonini, nel primo Angelus dopo la degenza in ospedale, il Papa ha parlato del riposo in vacanza e ha suggerito di spengere i cellulari.

«Nel primo Angelus della domenica in piazza San Pietro dopo l’intervento al colon subito due settimane fa al Policlinico Gemelli, Papa Francesco si mostra allegro e parla dell’importanza del riposo, non solo quello «fisico», ma anche «del cuore». «Abbiamo bisogno di una ecologia del cuore, che si compone di riposo, contemplazione e compassione. Approfittiamo del tempo estivo per questo», dice. Pur non menzionando direttamente la propria convalescenza, il Pontefice sottolinea la necessità di prendersi una pausa, raccomandando «contemplazione e compassione» e sottolineando l’importanza di approfittare delle vacanze soprattutto per abbandonare la frenesia. E lasciare i cellulari. «Non basta staccare la spina – esorta chi lo ascolta – occorre riposare davvero. E per farlo, bisogna ritornare al cuore delle cose: fermarsi, stare in silenzio, pregare, per non passare dalle corse del lavoro a quelle delle ferie. Gesù non si sottraeva ai bisogni della folla, ma ogni giorno, prima di ogni cosa, si ritirava in preghiera, in silenzio, nell’intimità con il Padre». Bergoglio invita i fedeli a riposarsi un po’ e «a guardarsi dall’efficientismo». «Fermiamo la corsa frenetica che detta le nostre agende – dice Papa Francesco dalla sua finestra – impariamo a sostare, a spegnere il telefonino per guardare negli occhi le persone, a coltivare il silenzio, a contemplare la natura, a rigenerarci nel dialogo con Dio». Parlando invece dei temi di attualità, il Pontefice accenna alla situazione di Cuba mostrando la sua vicinanza al popolo «in questi momenti difficili»: «Prego il Signore che lo aiuti a costruire in pace, dialogo e solidarietà una società giusta e fraterna. Esorto tutti i cubani ad affidarsi alla materna protezione della Vergine Maria della Carità del Cobre. Ella li accompagnerà in questo cammino». Vicinanza anche per chi è colpito dal maltempo, soprattutto in Germania, Belgio e Olanda dove le alluvioni sono state «catastrofiche». E un appello, unito a quello dei vescovi, perché in Sudafrica – «dove episodi di violenza hanno aggravato la situazione di tanti nostri fratelli, già colpiti da difficoltà economiche e sanitarie a causa della pandemia» – si impongano pace e concordia».

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