Il Vesuvio brucia da quattro giorni e, nonostante gli sforzi, tre fronti restano ancora attivi: Valle del Gigante, versante sud del cratere e zona del Vicinale. Vento e alte temperature continuano a ostacolare le operazioni, ma la situazione mostra segni di miglioramento. Il prefetto di Napoli conferma che non risultano aree abitate in pericolo immediato, ma il monitoraggio è costante. Sul campo operano oltre 190 unità a terra tra Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Esercito e volontari. Dal 5 al 10 agosto quasi 2.000 lanci con Canadair ed elicotteri, per un totale di 7,8 milioni di litri di estinguente. Particolare attenzione è rivolta alla zona tra Torre del Greco e Trecase, dove un focolaio si è avvicinato pericolosamente a una fabbrica di fuochi d’artificio e ad alcune strutture turistiche, che sono poi state messe in sicurezza con piste tagliafuoco.
Il Vesuvio brucia, e va in fiamme molto di ciò che siamo
Il bilancio ambientale, invece, è pesante: centinaia di ettari di macchia mediterranea e pineta andati in fumo, danni ad aree riforestate negli ultimi anni, perdita di fauna selvatica. Coldiretti segnala conseguenze anche sull’agricoltura, con vigneti del Lacryma Christi e colture tipiche colpiti da calore e cenere. Molte imprese agricole hanno perso tutto ed anche eccellenze enogastronomiche locali hanno subito gravi danni: ad andare distrutti tra le fiamme vigneti, ulivi, pomodorini del piennolo, albicocche.
La Procura di Nola ha aperto un’inchiesta: il sospetto è che l’incendio sul Vesuvio sia di origine dolosa, per interessi privati. In molti sospettano che gli incendi siano stati appiccati utilizzando dei gatti randagi, una barbarie vergognosa che però non lascerebbe traccia. I Carabinieri Forestali intanto continuano ad investigare.
Oltre all’emergenza immediata, si aprono riflessioni sul futuro. Gli incendi compromettono la stabilità del suolo, aumentando il rischio di frane e alluvioni nei mesi autunnali. Sarà necessario pianificare interventi di riforestazione mirati, vigilanza costante e un serio piano di prevenzione incendi.
Il Vesuvio è un patrimonio naturale e culturale: proteggerlo significa proteggere un pezzo della nostra identità. Le fiamme possono distruggere tutto ciò che incontrano, ma non la volontà e la dignità di rimanere a testa alta, ricostruire ancora e ancora, più forti di prima.











