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mercoledì 24 Aprile 2024 - 21:22
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INDULTO PER I LEADER CATALANI

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Annuncio a sorpresa del premier spagnolo Pedro Sanchez ieri a Barcellona: sarà approvato oggi l’indulto per i nove leader indipendentisti catalani in carcere da quattro anni. Elisabetta Rosaspina per il Corriere.

«Vorrebbe apparire innanzitutto un generoso gesto conciliatorio, ma in realtà era una mossa inevitabile per Pedro Sánchez che ha scelto ieri uno dei luoghi più simbolici di Barcellona, l’ottocentesco Gran Teatro del Liceu, per annunciare a una platea di trecento rappresentanti della società civile che il governo spagnolo approverà, nel Consiglio dei Ministri di oggi, l’indulto per nove leader indipendentisti, in prigione da quasi quattro anni per tentata secessione. Indulto, non amnistia generale, come vorrebbe la Generalitat, che considera la decisione soltanto «un primo passo» e, come tale, «insufficiente e incompleto», per usare le parole del presidente Pere Aragonès, assente dal teatro (come gli altri membri del Govern e la presidente del Parlament). Il negoziato tra Madrid e Barcellona, insomma, è ancora in alto mare, ma che fosse ormai tempo di liberare i condannati per sedizione, malversazione e disobbedienza dopo aver organizzato il referendum per l’indipendenza dell’ottobre 2017 e aver votato e proclamato il distacco della Catalogna dal governo centrale, non era evidente soltanto al president e ai vertici della comunità ribelle. Sánchez ha fornito ieri delle motivazioni rivestite di buon senso e di buoni propositi: «Abbiamo deciso di dedicare il nostro tempo e le nostre energie a risolvere il problema e scommettere sulla concordia, che significa letteralmente “con il cuore” – ha detto tra fischi e applausi -. L’importante è la vita, vivere insieme, abbiamo bisogno gli uni degli altri», ha aggiunto, ricordando che un anno e mezzo di pandemia «ha cambiato tutto». Oltre a un ramoscello di olivo, ha offerto anche qualche delucidazione tecnica: l’indulto è possibile adesso che le condanne sono diventate definitive e, in secondo luogo, il governo è tenuto a prendere in esame le richieste di indulto e a dare una risposta positiva o negativa, dopo aver valutato le conseguenze».

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