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martedì 5 Marzo 2024 - 02:02
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Intesa sul premierato, in caso di sfiducia si torna alle urne

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Un ritorno alle urne in caso di sfiducia del premier eletto e per quello di riserva – che subentra solo in casi eccezionali come “nei casi di morte, impedimento permanente, decadenza”- invece solo una chance di dare vita a un nuovo esecutivo. Sono le principali novità della norma anti-ribaltone contenuta nel ddl premierato e su cui, secondo quanto si apprende, il centrodestra avrebbe raggiunto un accordo.

Il nuovo articolo 4 prevede quindi che se il premier viene sfiduciato “mediante mozione motivata, il presidente della Repubblica scioglie le Camere”. Inoltre se si dimette volontariamente e “previa informativa parlamentare” (altra novità del testo) il premier “può proporre, entro sette giorni, lo scioglimento delle Camere al presidente della Repubblica, che lo dispone”.

Qualora non venga esercitata la facoltà di proporre lo scioglimento delle Camere e “nei casi di morte, impedimento permanente, decadenza”, il capo dello Stato può incaricare “per una sola volta nel corso della legislatura” il premier dimissionario o “un altro parlamentare eletto in collegamento con il presidente del Consiglio”.

I nuovi emendamenti alla riforma del premierato – che hanno avuto il via libera dei leader di centrodestra e tra cui quelli sulla norma anti ribaltone – sono presentati dal governo (e non dai capigruppo di maggioranza, come inizialmente previsto). A dirlo all’ANSA è il senatore di FdI, Alberto Balboni, che è anche relatore del provvedimento e presidente della commissione Affari costituzionali del Senato sottolineando che “così si rafforza il senso dell’intesa raggiunta”. Scaduto intanto il termine per presentare le proposte di modifica (oggi alle 12): a questo punto si dovrà riaprire il termine per proporre eventuali sub emendamenti.

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