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La Spezia in lutto: morto lo studente accoltellato in classe, esplode la protesta degli studenti

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La Spezia – È morto venerdì sera Youssef Abanoub, 18enne studente dell’Istituto professionale “L. Einaudi – D. Chiodo” di La Spezia, accoltellato all’interno della scuola da un coetaneo. Il giovane, colpito mortalmente durante l’orario delle lezioni, era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea, dove i medici hanno tentato per ore di salvarlo. La morte è stata confermata in serata, dopo un grave trauma da arma da taglio che aveva perforato organi vitali e provocato un’emorragia massiccia.

Secondo le prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, l’aggressione sarebbe iniziata in un bagno della scuola e poi proseguita nel corridoio, davanti ad altri studenti. L’autore del gesto, un 19enne, è stato immediatamente bloccato da un insegnante e arrestato dalla polizia con l’accusa di omicidio. Dalle testimonianze raccolte emerge che il coltello fosse stato portato da casa.

La tragedia ha colpito profondamente la comunità scolastica e la città intera. In risposta, questa mattina centinaia di studenti si sono riuniti davanti all’istituto dove Abanoub studiava, in un corteo spontaneo che ha bloccato l’accesso alla scuola e impedito l’ingresso agli altri alunni. Tra i manifestanti è risuonata la richiesta di chiudere l’istituto come segno di lutto e protesta: “Dovete chiudere tutto, non dovete stare qua”, hanno gridato i giovani partecipanti, mostrando cartelli e slogan per chiedere verità, sicurezza e giustizia.

La protesta prosegue per le strade della città, con momenti di tensione tra studenti e personale scolastico e un corteo che ha raggiunto piazza Europa, davanti al Comune. Qui i ragazzi hanno osservato un minuto di silenzio e acceso lanterne in memoria di Youssef, chiedendo un impegno concreto contro la violenza nelle scuole.

La vicenda ha anche riacceso il dibattito pubblico sulla sicurezza nelle scuole e sulla violenza giovanile. Autorità scolastiche e istituzioni, pur esprimendo cordoglio e vicinanza alla famiglia, hanno sottolineato la necessità di interventi strutturali per prevenire simili tragedie. Diverse forze politiche hanno richiamato l’attenzione sulla diffusione di armi bianche tra i giovani e sulla necessità di educazione al rispetto e alla convivenza, senza tuttavia un consenso unanime sulle soluzioni da adottare.

Il sacrificio di Youssef ha sconvolto compagni, insegnanti e cittadini. Oltre alle proteste, nelle prossime ore sono attese iniziative di lutto, veglie e momenti di riflessione nella comunità spezzina, mentre rimangono aperte le indagini per chiarire ogni aspetto dell’aggressione e le circostanze che l’hanno preceduta.

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