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LA VARIANTE DEL VIRUS MINACCIA L’ESTATE

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L’estate della politica sarà dunque turbolenta, alla fine anche per Draghi. E non si può dire che sarà tranquilla l’estate della pandemia. A minacciare infatti, in tutta Europa, il ritorno alla normalità ci sono le varianti del virus. Presto il 90 per cento dei casi di Covid saranno dovuti alle varianti. La cronaca di Margherita De Bac sul Corriere:

«Cresce in Italia il livello di attenzione sulla variante Delta, l’ultima versione del virus Sars-CoV-2, che ha costretto il Regno Unito a rivedere le politiche aperturiste. Ieri si è tenuta una riunione «informale» alla Salute tra il ministro Speranza, i sottosegretari Sileri e Costa e il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli. Ed è incessante lo scambio di informazioni tra i tecnici europei per concordare una linea d’attacco efficace contro la nuova minaccia. «Vedere le varianti non significa acquisire la capacità di poterle bloccare perché il virus trova velocemente i suoi spazi e quando si interviene per fermarlo è tardi. L’unico strumento per contenere le sue nuove espressioni sono le restrizioni sulla mobilità delle persone e le vaccinazioni», avverte Maria Capobianchi, responsabile di Microbiologia dello Spallanzani, che dirige uno dei laboratori inclusi nella rete per il sequenziamento dei campioni del Sars-CoV-2 coordinata dall’Istituto superiore di sanità. I dati del sistema confluiscono all’Iss e vengono poi sintetizzati in un rapporto flash che serve a fotografare cosa sta succedendo in un momento preciso (vengono analizzati i campioni di un giorno della settimana) e quanto un ceppo virale si è infiltrato. Il problema, non solo da noi, è che tra i prelievi dei tamponi, la consegna ai centri e la risposta passano sette giorni lavorativi. E in questo lasso di tempo un virus contagioso come quello che è causa di Covid conquista «spazi». Chi sequenzia di più non può dirsi al riparo dalle varianti. Il Regno Unito ha l’organizzazione più efficiente in quanto a «lettura» del genoma del Sars-CoV-2. Eppure non è riuscito a fermare la Delta, la cui espansione ha costretto il governo a ritardare le riaperture e accelerare la somministrazione delle seconde dosi cambiando la strategia iniziale che prevedeva l’allungamento dell’intervallo tra prima e seconda. I positivi ieri sono stati circa 16.700, il numero più alto dal 6 febbraio. Contenuto l’incremento dei ricoveri, stabili i morti».

Daniele Banfi (non è mio parente) giornalista scientifico della Fondazione Veronesi chiarisce bene la questione varianti, dividendola in punti.

«1) I virus mutano e lo fanno ancor più velocemente se li si lascia correre. Accade così che si generino delle varianti, virus con proprietà differenti rispetto al virus originale. La variante alfa (quella inglese, per intenderci) ha una contagiosità del 60% superiore al virus originale. Il motivo per cui in Europa, da Natale in poi, abbiamo avuto quella tremenda ondata invernale.

2) La variante Delta (sì, quella indiana) secondo i primi approssimativi calcoli è più contagiosa del 50% rispetto a quella inglese. Dunque siamo di fronte ad un virus estremamente contagioso. Questo significa che entro qualche settimana la variante più forte sarà quella più diffusa

3) Con una contagiosità così elevata, in Inghilterra i nuovi casi stanno cominciando ad aumentare. Ma questi nuovi casi riguardano prevalentemente la popolazione più giovane, ovvero quella non ancora vaccinata.

4) Essendo i giovani meno soggetti a sviluppare conseguenze gravi da Covid-19, ricoveri e decessi non stanno aumentando come ci si aspetterebbe in base al numero di nuovi casi notificati. La pressione sul sistema sanitario, dunque, non c’è. Ed è quello che in questo momento bisogna evitare.

5) I vaccini funzionano alla grande, anche contro la variante delta. Il Public Health England ha valutato una riduzione di solo 8 punti percentuali nell’efficacia della vaccinazione nell’evitare la malattia sintomatica. Di soli 3 punti percentuali nell’evitare forme severe della malattia. L’importante però è effettuare il ciclo completo di vaccinazione. Una sola dose è efficace solo al 30%.

6) Le varianti, tutte, rappresentano sì un qualcosa da monitorare per capire il “nemico” che si ha di fronte. In particolare sarà importante capire quale forma di Sars-Cov-2 si ha di fronte nei casi in cui la persona si reinfetta o sviluppa la malattia nonostante la vaccinazione. Ma al momento, per quanto riguarda la perdita di efficacia della vaccinazione, nessuna variante si è dimostrata capace di eludere il sistema immunitario».

Sull’origine del virus, il Quotidiano nazionale riporta un nuovo colpo di scena. Secondo uno studio Usa sono state “rimosse tracce” della sequenza del virus su richiesta di un ricercatore cinese.

«L’indagine sulle origini del Covid-19 riserva un nuovo colpo di scena: un ricercatore americano, il virologo Jesse Bloom, del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, ha ritrovato sequenze del virus risalenti all’inizio della pandemia e rimosse dall’archivio ad hoc del National Institute of Health (Nih) americano su richiesta di un ricercatore cinese. Bloom, come si legge su Biorxiv (che raccoglie gli articoli non ancora vagliati dalla comunità scientifica) e anche sul sito della rivista Science, ha recuperato dopo lunghe ricerche online i file cancellati da Google Cloud e ricostruito le sequenze parziali di 13 campioni di virus raccolti da pazienti ricoverati o sospettati di contagio tra gennaio e febbraio 2020 a Wuhan, la città da cui si ritiene sia partita l’epidemia. Una scoperta che probabilmente non cambierà il quadro scientifico sulle prime settimane della diffusione del virus, ma che secondo molti ricercatori evidenzia la carenza di trasparenza da parte di Pechino e il fatto che agli scienziati potrebbero mancare vari pezzi del puzzle per trarre conclusioni più accurate. Il ritrovamento rafforza inoltra la richiesta di una nuova indagine indipendente sulle origini del Covid, come ha chiesto anche il G20 sollevando le ire del Dragone. Il Nih, uno dei più grandi centri di ricerca del mondo, ha confermato di aver cancellato le sequenze dopo aver ricevuto nel giugno 2020 la richiesta di un ricercatore cinese che le aveva inviate tre mesi prima, spiegando che «gli scienziati detengono i diritti sui loro dati e possono chiederne il ritiro». Il ricercatore sosteneva che le sequenze erano state aggiornate e sarebbero state postate su un altro, non meglio precisato, database. Era quindi sua intenzione rimuovere la versione vecchia per evitare confusione, secondo la versione dell’istituto americano. Alcune delle informazioni cancellate, ha spiegato Bloom, sono ancora disponibili in uno studio pubblicato su una rivista specializzata, ma gli scienziati in genere cercano le sequenze genetiche nei centri dati più importanti, come quello dell’Nih».

Massimo Gramellini dedica la sua rubrica in prima pagina del Corriere della Sera all’incredibile vicenda dello “sciamano italiano” che si era messo in luce durante la protesta di piazza Montecitorio ai tempi del lockdown:

«Gentile pizzaiolo Hermes Ferrari, quando si presentò davanti a Montecitorio vestito da sciamano per protestare contro il coprifuoco, venendo additato dalla critica come un trumpiano minore, tra i tavolini di questo Caffè mi permisi di difenderla. Dissi che bisognava ascoltarla e sforzarsi di capire le sue ragioni, senza lasciarsi condizionare dalle apparenze. Così ieri, appena ho saputo che girava un filmato di cui lei era protagonista, sia pure in abiti borghesi, mi sono precipitato a vederlo: per ascoltare e capire. Nel video, ripreso all’interno di un centro commerciale, l’ho ascoltata provocare con modi da bullo una mite guardia giurata che le aveva solo chiesto di mettersi la mascherina e ho capito che doveva essere parecchio accaldato. Poi l’ho ascoltata dare alla guardia del «pelatone di merda» perché lo sfrontato aveva osato rivolgere la parola a sua moglie e lì ho capito che lei appartiene alla corrente degli sciamani maschilisti. Infine, l’ho ascoltata chiedere: «Testa di cazzo a chi?» e subito dopo l’ho vista usare quella medesima testa per spaccare il naso di un passante. Gentile (beh, insomma) Hermes Ferrari, come vede l’ho ascoltata con attenzione: lei vive in perenne stato di allerta nervoso perché è seriamente convinto che banchieri, agenti segreti e altri loschi figuri si riunirono a Wuhan al preciso scopo di mettere in circolo un virus che facesse fallire la sua pizzeria. Adesso ho capito. Però forse mi sentivo meglio quando non la capivo».

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