Ieri sera dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha concluso il suo intervento nel nostro parlamento, ha fatto un nuovo intervento al suo popolo e all’Europa intera affermando che i russi avevano sequestrato 11 pullman vuoti che servivano per i corridori umanitari e per far uscire da Mariupol gente ormai esausta che viene bombardata incessantemente ormai da troppo tempo, che è senza cibo, acqua potabile e medicine, hanno anche prigionieri sia gli autisti che gli operatori di servizio che erano sui pullman.
Da Mariupol nelle ultime 24 più di 7000 persone hanno lasciato una città ormai rasa al suolo, ma l’esercito ucraino, non molla né si arrende ai russi. Truppe russe e della repubblica separatista del Donbass sono penetrate nella zona urbana di Mariupol dove, secondo fonti del Pentagono, “gli ucraini stanno lottando molto duramente per non far cadere la città”. La situazione purtroppo non è grave solo a Mariupol ma anche in altre province come: Donetsk, Kharkiv, Mykolaiv, Sumy, Kyiv, Kherson, Chernihiv e a Kiev.
Kiev una capitale ormai sempre più isolata, nella notte è stato bombardato un ponte a Chernihiv, a 130 chilometri da Kiev, ritenuto cruciale per portare aiuti umanitari ed evacuare i civili. Lo riferisce The Kyiv Independent. Nove corridoi umanitari sono stati concordati per oggi in Ucraina, ma non per uscire da Mariupol. Lo afferma la vice primo ministro dell’Ucraina, Iryna Vereshchuk, citata da diversi media internazionali, sostenendo che non c’è accordo con la Russia per stabilire un corridoio sicuro dal cuore di Mariupol.
Un dato disarmante che arriva dal governo ucraino sono i bombardamenti fatti dai russi sulle scuole ucraine in totale da inizio della guerra sono state bombardate 220 scuole di cui 155 asili nido.
Papa Francesco ha espresso la volontà di recarsi a Kiev, l’ambasciatore ucraino in Italia Yaroslav Melnyk, intervistato da Sky Tg24, ha dichiarato di “apprezzare tantissimo il ruolo della Santa Sede, le parole del Papa sull’Ucraina. Noi faremo il possibile per organizzare la visita di Papa Francesco a Kiev ma non tutto dipende da noi, bisogna organizzare la sicurezza, noi faremo il possibile”. aggiungendo che prima bisognerebbe raggiungere un cessate il fuoco per poter garantire la sicurezza del pontefice.







