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martedì 5 Marzo 2024 - 03:18
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Le mostre del weekend, dalla Shoah a Colbert e Frare

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La memoria dolorosa della Shoah, l’arte di Giancarla Frare e Joan Fontcuberta, fino alle aragoste di Philip Colbert: sono le mostre di questa settimana.

CARPI – “Il rumore della memoria. Arte e impegno civile per i 50 anni del Museo al Deportato” apre la stagione espositiva 2024 dei Musei di Palazzo dei Pio. Allestita dal 27 gennaio al 1 maggio e a cura di Ada Patrizia Fiorillo e Lorenza Roversi, la mostra presenta una selezione di 71 opere, tra dipinti, sculture e grafiche, provenienti da raccolte pubbliche e private – di autori del calibro di Pablo Picasso, Emilio Vedova e Corrado Cagli – attraverso cui riportare all’attenzione collettiva, in una data fortemente simbolica come quella del 27 gennaio, la tragica storia della segregazione razziale in Italia.

NAPOLI – Dal 25 gennaio al 1 aprile al Mann l’incontro tra l’archeologia e l’arte pop di Philip Colbert nella mostra “House of the lobster”: nel percorso sculture di marmo e bronzo oltre a grandi dipinti a olio dialogano con i reperti antichi del museo partenopeo.

VENEZIA – Prima mostra del 2024 al Museo Fortuny, “Joan Fontcuberta. Cultura di polvere” è in programma dal 24 gennaio al 10 marzo. L’esposizione riunisce le 12 light box realizzate da Joan Fontcuberta, esito del dialogo dell’artista catalano con le collezioni storiche dell’ICCD di Roma, Istituto nato a fine Ottocento come Gabinetto Fotografico per documentare il patrimonio culturale con fini di tutela e catalogazione. Nello specifico, l’artista ha operato su alcune lastre fotografiche deteriorate provenienti dal Fondo Chigi, punto di partenza per una serie di sperimentazioni visive e linguistiche.

ROMA – Circa 150 fotografie, video storici e testi inediti di alcuni importanti scrittori compongono la mostra “Architetture inabitabili” organizzata dall’Archivio Luce Cinecittà e allestita alla Centrale Montemartini dal 24 gennaio al 5 maggio.

Il progetto nasce per raccontare il rapporto critico tra abitare e costruire, partendo da alcuni edifici che sono esempi di questa frattura: “architetture inabitabili” dalla forte carica simbolica, emblemi della città in cui sorgono. Accanto alle fotografie storiche nel percorso trovano posto anche opere firmate da fotografi e artisti contemporanei come Gianni Berengo Gardin, Guido Guidi, Marzia Migliora, Mark Power, Sekiya Masaaki, Steve McCurry, oltre ad alcune immagini di Francesco Jodice e di Silvia Camporesi appositamente commissionate per la mostra.

Al Casino di Villa Torlonia la mostra antologica “Giancarla Frare. Abitare la distanza”, che ripercorre, attraverso una selezione di 50 opere pittoriche su carta e due video, la quarantennale carriera di Giancarla Frare, pittrice, disegnatrice e grafica magistrale, fotografa, videomaker e poetessa. Allestita dal 25 gennaio 5 maggio, l’esposizione documenta come Frare nella sua ricerca artistica proceda per cicli pittorici, complessi progetti concepiti attorno al tema della memoria.

A Palazzo Merulana, dal 27 gennaio al 3 marzo, “Nuotatori d’Inverno”, personale di Vittorio Marella, a cura di Giovanna Zabotti. Nella mostra viene rappresentata la ricerca del giovane artista autodidatta, partendo dai disegni per arrivare ai dipinti, alcuni di grandissime dimensioni.

A Palazzo Braschi gli appuntamenti del ciclo Quotidiana: dal 26 gennaio al 17 marzo, per la sezione Paesaggio, la mostra “Res gestae” degli artisti Romeo Castellucci e Andrea Mastrovito, nata a partire dal testo “Res gestae. Il sentimento tragico della storia nell’arte italiana del XXI secolo” di Nicolas Martino, mentre dal 26 gennaio al 18 febbraio, per la sezione Portfolio, sarà esposta l’opera del giovane artista Davide Sgambaro “I Push a Finger into My Eyes (Kiss, Kick, Kiss) #8” (2024).

Dal 25 gennaio al 15 febbraio la Fondazione Museo della Shoah ospita “Le parole dell’odio. Gli ebrei romani venduti ai nazisti”. Attraverso documenti originali e un’installazione immersiva visiva e sonora, l’esposizione si pone come punto di partenza per una riflessione sul ruolo dei delatori durante l’occupazione nazi-fascista di Roma.

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