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martedì 23 Aprile 2024 - 03:30
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LETTA TIFA PER CONTE

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Tommaso Ciriaco per Repubblica analizza la posizione del Segretario del Pd che, da lontano e senza interferenze, segue con angoscia il dibatto nei 5 Stelle. Nei ragionamenti ai vertici del Nazareno non si prende neanche in considerazione che Giuseppe Conte getti la spugna.

«Prima avviene un chiarimento nel Movimento, meglio è per tutti. Per i 5S, per la costruzione del campo del centrosinistra, per la stabilità del governo. Ecco cosa pensa in queste ore di confusione e faide grilline Enrico Letta. «Spero trovino le ragioni per stare insieme – dice – Abbiamo tutti una grande responsabilità, ognuno nel suo ambito». Il segretario dem osserva con un po’ di preoccupazione e massima attenzione la battaglia nei Cinquestelle. Con i 5S di Giuseppe Conte, il leader democratico sta costruendo un percorso sui territori e, in prospettiva, un’alleanza per le prossime politiche. «Unire – sostiene – vuol dire aiutare l’Italia ad evitare la deriva verso le sirene della destra di Salvini e Meloni». Domani alle amministrative, dopodomani alle Politiche. In questa chiave sembra fondamentale il fattore tempo, per dirimere la contesa: è normale e giusto discutere anche aspramente per costruire un nuovo soggetto politico – così la pensa Letta – ma allungare troppo questa gestazione presenta effetti collaterali. È già successo per le amministrative, che hanno scontato la lunga fase di transizione del Movimento e prodotto poche alleanze sui territori. Per questo, spera nell’«unità» che consenta di ripartire. Sia chiaro, in queste ore di battaglia nei 5S la scelta del segretario dem è netta: nessuna ingerenza. Deriva dalla sua cultura politica, ma anche da una valutazione pragmatica: interferire in giorni di massima tensione rischia di peggiorare le cose, non di migliorarle. E poi, non sarà certo il Pd, scosso da lustri di tensioni interne, a poter dare lezioni. Fare da pontiere, tra l’altro, esporrebbe il leader all’accusa di prendere parte nella contesa. E Letta invece ha un dialogo aperto con Conte, ma mantiene ad esempio un confronto costante anche con Luigi Di Maio. Sul rapporto con l’avvocato, comunque, Letta ha investito parecchio. Al segretario dem sembra impossibile che in futuro i grillini possano fare a meno di Conte, che la parabola politica dell’ex premier finisca qua. Gli riconosce meriti importanti, ad esempio quello di aver traghettato i 5S verso l’europeismo, di aver istituzionalizzato il Movimento facendogli abbandonare il ruolo di partito antisistema. E d’altra parte Letta apprezza anche altri big che hanno permesso questa trasformazione, a partire dai “governisti” Di Maio e Patuanelli. Due che hanno sposato l’alleanza organica con il Nazareno».

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