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martedì 25 Giugno 2024 - 11:26
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Macron e gli Alleati al D-Day, Biden vedrà Zelensky

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E’ tutto pronto in Normandia, il cielo azzurro con il sole che brilla e l’aria fresca, un’organizzazione blindata per fare le prove della cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Emmanuel Macron è già sul posto con Brigitte, saluta gli abitanti dei paesi che lo accolgono, firma autografi e accetta selfie.

Ringrazia tutti, soprattutto i sempre più rari reduci, ormai centenari, di quel 6 giugno 1944 in cui americani, inglesi e i francesi rifugiati in Inghilterra con il generale de Gaulle, sbarcarono in Normandia. Ottanta anni fa l’Europa cominciò a liberarsi dal nazismo, accanto a Macron ci saranno Sergio Mattarella, Joe Biden – già arrivato ieri a Parigi -, re Carlo, che ha assistito alla prima cerimonia del D-Day ieri, sul fronte inglese, e il cancelliere Olaf Scholz. Fra gli altri capi di Stato e di governo, spicca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che interverrà alle commemorazioni. Mentre Vladimir Putin e la Russia, non invitati, saranno assenti.

Domani inoltre Zelensky sarà all’Eliseo da Macron e parlerà davanti al Parlamento francese, sabato sarà la volta della prima visita di Stato in Francia di Biden. Ma le commemorazioni dello sbarco saranno l’occasione per un incontro bilaterale tra i due leader, americano e ucraino, prima di rivedersi la prossima settimana in Puglia, al G7 di Borgo Egnazia, per fare il punto sulla guerra e sulle forniture di armi a Kiev per difendersi dall’aggressione russa.

Il presidente americano del resto ha già fatto sapere che non sarà alla Conferenza per la pace in Svizzera del 15 e 16 giugno (verrà rappresentato da Kamala Harris), mentre l’Eliseo ha confermato in queste ore la partecipazione di Macron per ribadire il sostegno militare all’Ucraina “a lungo termine” e quello “politico e diplomatico”. Sostegno che si tradurrà già venerdì all’Eliseo nella firma di due accordi per 650 milioni di euro, tra prestiti e donazioni, in favore soprattutto delle “capacità amministrative” dell’Ucraina e delle sue infrastrutture critiche, in particolare energetiche, costantemente prese di mira dai raid di Mosca.

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