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sabato 11 Luglio 2026 - 13:34
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Mondiali 2026, tra incantesimi e colpi di scena ecco gli ottavi!

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Ottavi di finale, competizione viva più che mai e, pur non volendo inciampare nel patetico e nel banale, la magia sembra moltiplicarsi. Otto partite tutto tranne che scontate che hanno consegnato al Mondiale le otto nazionali che lotteranno fino alla fine per il titolo più prestigioso che questo sport possa mettere in palio.

Il primo incrocio di cammini è quello tra Paraguay e Francia, probabilmente quello più scontato sulla carta, ma quando si parla di tornei come questi non esiste partita scritta. La contesa si infiamma fin da subito e quella che dovrebbe essere una partita di calcio assume tutti i tratti di un incontro di lotta greco-romana a tutto campo. La Francia fa fatica a mettere in piedi una costruzione pulita e le occasioni stentano a presentarsi; il Paraguay non è organizzato come contro la Germania e l’unica soluzione pare quella di “sporcare” la partita. La tecnica sudamericana funziona fino al 70′ quando un rigore concesso ai francesi cambia il tabellino e porta la squadra di Deschamps alla fase successiva. Il post-partita si rivela più attivo della partita stessa: polemiche a distanza e grande tensione. Fila diversamente tra Canada e Marocco, partita che consegnerà il prossimo sfidante ai blues. Nel primo tempo non si vede troppo calcio ma tanta intensità, cinque cartellini gialli ed una pessima notizia per i marocchini…il presunto stiramento di Saibari. Una ventata di freschezza arriva proprio dal calciatore più fresco della nazionale africana: Ounahi prepara i bagagli ai padroni di casa con una doppietta in grande stile e, poi, con la chicca finale di Rahimi mandano il Marocco a tavola con i vecchi amici della Francia. Sarà Francia-Marocco.

Il secondo abbinamento è caratterizzato da polemiche e sorprese. D’altronde è inevitabile quando il calciatore di una delle padrone di casa, come per magia, si vede ammesso alla gara nonostante un’espulsione ormai data. Eppure l’ultima parola non può che spettare sempre al campo: il Belgio capovolge la situazione e prepara i bagagli per la seconda padrona di casa pronta ad uscire. La squadra di mister Garcia è dilagante e forse in grado di cancellare, quantomeno parzialmente, l’orribile competizione disputata fino a questo momento. Il Belgio batte 4-1 gli USA e merita il pass per i quarti. Il vero match di cartello è quello tutto iberico tra Spagna e Portogallo. Il risultato non racconta coerentemente l’epilogo dei novanta minuti, ma conferma l’impronta strategica che ha caratterizzato l’1-0 spagnolo. Una partita a scacchi che porta i giallorossi alla vittoria grazia ad una mossa in particolare, l’ingresso in campo di Mikel Merino. Gol nel recupero e solita esultanza iconica per incorniciare un’altra meravigliosa ed eroica impresa completata da protagonista. Sarà Spagna-Portogallo.

Il potenziale quarto più divertente non può che essere frutto del terzo accoppiamento del tabellone. Da un lato Brasile-Norvegia, dall’altro Messico-Inghilterra. Totale pulizia nei tre stati ospitanti: quelle che sembravano piacevoli sorprese nonché nazionali di casa alla fine hanno abbandonato la nave prima di altre. L’Inghilterra, infatti, condanna ai bagagli anche i messicani dopo una partita non facile da decifrare. Bellingham torna ad indossare il mantello; il Messico non molla un centimetro ma nonostante la superiorità numerica sbloccata ad inizio ripresa non vanno oltre il 2-3. A distanza di anni si torna a vedere un’Inghilterra compatta e veramente forte che in dieci contro undici raggiunge i quarti di finale. Ancora più affascinante la storia di Brasile-Norvegia, un protagonista su tutti racconta magicamente di questa notte e di tutte quelle passate al fianco di un’intera nazione sognante. La Norvegia, trascinata per i lunghi capelli da Haaland compie un’impresa senza precedenti e fa un sol boccone del Brasile di Ancelotti. Ci vuole un po’ prima di stappare il risultato, ma quando il “Figlio di Odino” decide che è tardi tutto cambia: scrive la storia con una doppietta e manda per la prima storica volta i vichinghi ai quarti di finale. La ciliegina sulla torta è apposta da Neymar, nessuno si è dimenticato di lui e questo rigore trasformato lo ricorderà anche alle nuove generazioni. Sarà Inghilterra-Norvegia.

L’ultimo quarto viene fuori con lunga attesa, ma la contesa segue sviluppi molto interessanti. L’Argentina si trova davanti ad un Egitto veramente organizzato, ma che purtroppo non bada a spese d’energie. Quello che accade ad Atlanta è veramente “calcioso”: l’Egitto passa doppiamente in vantaggio, sfruttando anche un rigore fallito da Messi, ma la cosa grande e che i ragazzi di Hassan giocano una partita ad alta intensità. Nonostante i grandi meriti gli egiziani sbagliano strategia e si ritrovano sottosopra grazie al talento, quello puro. La squadra di Scaloni dimostra ancora una volta grosse lacune tattiche, ma un’anima ed un talento collettivo senza avversari…è 3-2 Argentina. Gli albiceleste guardano con interesse  a Svizzera-Colombia e forse smontando qualche pronostico incontreranno gli elvetici. I novanta minuti non sono molto divertenti ed è un po’ la partita dei portieri: 0-0 per centoventi minuti e verdetto che spetta ai rigori. Sarà Argentina-Svizzera.

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