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sabato 13 Aprile 2024 - 03:40
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NAPOLI, CAPITALE DEL NUOVO 5S DI CONTE

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Se la destra guarda a Milano, i 5S guardano al Sud. Il Giuseppe Conte leader del rifondato Movimento è stato a Napoli, per la campagna elettorale delle amministrative. La cronaca de la Stampa:

«Il “patto per Napoli” come laboratorio-guida per il resto d’Italia. Una giornata da leader maximo per l’ex premier Giuseppe Conte, che ieri in un hotel di Napoli – dove ha lanciato la volata a Gaetano Manfredi, candidato civico “giallorosso” al Comune – non ha nascosto il piacere di ritrovare i bagni di folla con i fan, che l’hanno stretto in un pacchetto di mischia rugbystico insieme con i fotografi e i cameramen accorsi in massa. Assembramenti in stile prima Repubblica anche per il prudente equilibrio delle dichiarazioni (dribblati, ad esempio, i riferimenti al governatore o ad altri) e lo scenario: una coalizione ad ampio spettro già ribattezzata “fusione fredda”. Scelta che non è piaciuta a tutti, ma ieri i contestatori a stento bastavano per reggere lo striscione con una scritta a dir poco tardiva: «No agli accordi». Non sono mancati all’appello i vertici pentastellati, almeno quelli partenopei: Roberto Fico e Luigi Di Maio (che non hanno parlato) e sul palco le consigliere Gilda Sportiello e Valeria Ciarambino, che hanno ricordato il ruolo del movimento. Sebbene reduce dall’incontro con alcuni operai dello stabilimento Whirlpool (chiuso nonostante gli impegni presi), il sorridente Conte si è lasciato andare a un piccolo amarcord: «L’ultima volta a Napoli ero con Macron, a cui spiegai il senso del “caffè sospeso”», dice ai cronisti (poi non si farà mancare gli altri cliché: la pizza, il corno portafortuna, la maglia di Maradona e una full immersion in un mercatino popolare. «Chi ama Napoli lo deve dimostrare con i fatti», ha detto riferendosi al possibile allargamento della coalizione. Poi, consapevole di trovarsi in una città dove le chiacchiere spesso sopravanzano i fatti, ha sottolineato due punti-chiave: «Niente più versioni edulcorate della realtà, qui c’è un dissesto finanziario di quasi 5 miliardi di euro (l’ex rettore aveva già chiarito il concetto: «È la città più indebitata d’Italia»). Nei prossimi anni ci saranno 100 miliardi di euro per il Sud, servono amministrazioni in grado di saperli spendere». Infine, il professor Manfredi ha così sintetizzato le priorità per Napoli: «Legalità, sicurezza, lavoro, istruzione, cultura, pulizia, trasporti, qualità della vita. E uscire dall’isolamento ricostruendo i rapporti». In pratica tutto quello che è mancato dal Dopoguerra a oggi. E in qualche caso anche da prima».

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