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giovedì 25 Luglio 2024 - 02:05
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Nordio: “Tossicodipendenti e minori da carcere alla comunità”

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“Il provvedimento approvato oggi è un intervento vasto e strutturale che affronta in modo organico un altro settore del sistema dell’esecuzione penale. Questo intervento è frutto di una visione del governo Meloni, condivisa dai nostri sottosegretari, che sul punto di vista della Giustizia è orientata essenzialmente su quello che potremmo chiamare umanizzazione carceraria”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio nella conferenza stampa al termine del Cdm, che ha approvato il dl carcere.

Tossicodipendenti e minori dal carcere alla comunità. “Vogliamo facilitare il trasferimento della detenzione dalla brutalità dell’istituto penitenziario alla comunità di accoglienza. Sempre restando fermo che si tratta di regime detentivo, trasferiamo minori e tossicodipendenti dal carcere alla comunità. È un passo molto importante, ci porta molto avanti nel reinserimento sociale ed è un rimedio al sovraffollamento carcerario”, ha detto Nordio. “Il sovraffollamento delle carceri non è dovuto a una decisione governativa, è il magistrato che decide dello status libertatis. E spetta sempre alla magistratura di sorveglianza”, ha sottolineato il Guardasigilli.

Patto col detenuto, più semplice la liberazione anticipata. Nel dl carcere “vi sono misure per rendere più semplice la liberazione anticipata. Non vi sono indulgenze gratuite ma si rende più certa la procedura attraverso cui la liberazione anticipata è posta in esecuzione. Renderemo molto chiaro al detenuto il percorso ed i termini per godere della liberazione anticipata. Ci sarà una specie di ‘patto’ per metterlo subito al corrente dei suoi diritti e degli sconti che potrebbe ottenere se si comporta bene in carcere”, ha detto ancora Nordio.

Rinviato di un anno il Tribunale per le famiglie. Nel decreto carceri approvato oggi dal Consiglio dei ministri “c’è lo slittamento di un anno dell’entrata in vigore del Tribunale per le famiglie. Abbiamo assecondato le aspirazioni della magistratura e dell’avvocatura che lamentavano la mancanza di un’adeguata copertura finanziaria”, ha spiegato il ministro della Giustizia.

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