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sabato 13 Aprile 2024 - 11:49
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Nuova corsa alle armi

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Inizia la Conferenza di Monaco: al centro l’allarme sulla nuova arma russa “spaziale”. Von der Leyen chiede di aumentare la produzione militare. No di Netanyahu ai due Stati. Meloni media al G7?

L’allarme sull’arma nucleare da usare nello spazio preparata dai russi, lanciata da un membro repubblicano del Congresso Usa, evoca le Star Wars anni Ottanta. Ma la sensazione è che la minaccia dall’alto possa interessare e mobilitare l’elettore medio americano molto di più della lontanissima Ucraina e della lontana Taiwan. Per non parlare dell’Iran, che non porta mai bene sotto elezioni presidenziali. Il fine è ottenere il consenso ad una nuova stagione di riarmo occidentale. Come scrive oggi Il Manifesto:  «È bastato che Donald Trump reiterando la sua posizione americano- isolazionista lanciasse in piena campagna per le elezioni presidenziali negli Stati uniti la sua provocazione: “Dirò a Putin di attaccare i Paesi europei che non spendono per la loro difesa”, per scatenare reazioni governative tutte pronte a dimostrare invece l’adeguatezza armata del Vecchio continente con annessa rincorsa a chi più armi ha più ne metta».

È il momento dell’accelerazione. Da oggi fino a domenica, si svolge infatti a Monaco la 60esima edizione della Conferenza sulla sicurezza, cui parteciperanno 50 Capi di Stato e di governo e circa cento ministri. Il clima è segnato dalla guerra in Medio Oriente, dall’invasione russa in Ucraina e dalle provocazioni elettorali di Donald Trump sui finanziamenti europei alla Nato. Il mix eccita i bellicisti. In un’intervista al Financial Times di Londra, alla vigilia della Conferenza, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato un piano, che dovrebbe essere presentato entro febbraio, per potenziare l’industria militare in Europa. Federico Fubini sul Corriere ricorda che fra 8 giorni toccherà all’Italia mediare alla riunione del G7 fra gli Usa che vogliono utilizzare i beni russi sequestrati in Occidente per finanziare Kiev e l’Europa che frena.

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