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sabato 11 Luglio 2026 - 14:20
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Intesa Sanpaolo all’assalto di MPS: 30,6 miliardi per arrivare a Generali

L'OPAS lanciata dalla prima banca italiana punta formalmente sul Monte dei Paschi, ma il vero bersaglio è la catena che porta a Mediobanca e a Generali. Se l'operazione va in porto, nasce il secondo gruppo bancario dell'Eurozona.

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Stamattina la prima banca d’Italia ha messo sul piatto oltre 30 miliardi per comprarsi MPS. E dietro a questa mossa c’è molto di più di una semplice banca da rilevare: c’entrano Mediobanca e Generali, due nomi che pesano su tutta la finanza italiana.

Per anni MPS è stata il malato d’Italia, la banca che lo Stato ha salvato con i soldi pubblici. Oggi però la realtà è ben diversa: dopo anni di crisi il Monte è tornato a generare utili ed è diventato uno degli asset più ambiti dell’intera finanza italiana.

Il motivo è in ciò che MPS si porta in dote. Con un’OPS conclusa a fine ottobre 2025, la banca senese ha conquistato il controllo di Mediobanca, che a sua volta detiene circa il 13% di Generali, il gigante delle assicurazioni. È la fetta più grossa in mano a un singolo socio, quella che da decenni conta di più quando si decide chi comanda dentro il Leone di Trieste. Comprando MPS, insomma, ti ritrovi in casa anche Mediobanca e, con lei, quel pezzo di Generali.

Intesa Sanpaolo si è quindi fatta avanti per rilevare tutte le azioni di MPS. Paga quasi tutto in azioni Intesa di nuova emissione1,6 titoli per ogni azione MPS — più un euro in contanti. Si chiama OPAS proprio per questo: è insieme un acquisto (la parte in soldi) e uno scambio (la parte in azioni). In tutto, 30,6 miliardi: il 12,5% in più di quanto valeva il gruppo MPS venerdì in Borsa.

Ad Intesa di MPS in sé importa fino a un certo punto. Quello che le interessa è ciò che il Monte si trascina dietro: Mediobanca e quel 13% di Generali. Una cosa va chiarita subito, però: il 13% non significa comandare Generali. È una quota di minoranza, che tuttavia pesa moltissimo quando c’è da scegliere chi guida il colosso assicurativo. Non a caso Intesa, dal canto suo, assicura che la manterrà come semplice investimento finanziario, senza interferire nella governance.

C’è poi un ostacolo: Intesa è già la banca più grande d’Italia, e prendersi tutte le filiali del Monte significherebbe diventare troppo forte in alcune zone. Per evitare lo stop dell’Antitrust ha già stretto un patto con Unipol: passerà alla compagnia 635 filiali e il marchio “Monte dei Paschi”. Unipol le unirà a Bper, la banca che già controlla, e il nuovo gruppo si chiamerà ancora “Banca Monte dei Paschi”.

Prima che tutto si chiuda servono i via libera di BCE, Banca d’Italia, Antitrust e Governo: ci vorranno mesi, con il perfezionamento atteso entro dicembre 2026. Ma se l’operazione andrà in porto nascerà la seconda banca dell’Eurozona per valore in Borsa, intorno ai 126 miliardi. Per il sistema bancario italiano sarebbe lo scossone più grande degli ultimi anni.

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