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martedì 5 Marzo 2024 - 01:49
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PATTO A TRE, CON TEDESCHI E FRANCESI, SUI MIGRANTI

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Repubblica con Claudio Tito dà notizia di una importante trattativa a tre fra Italia, Germania e Francia, sul nodo dei migranti. Trattativa che sarebbe “ad uno stato avanzato”.

«Un patto a tre. Un’intesa che faccia compiere alla questione migranti un vero salto di qualità. E che all’inizio coinvolga Italia, Germania e Francia. Sulla “questione delle questioni”, il controllo dei flussi migratori, si sta dunque aprendo un doppio canale di trattative. Il primo riguarda il tavolo del Consiglio europeo che prende il via oggi e che avrà anche questo tema, su richiesta italiana, come uno dei suoi fulcri. Poi c’è un negoziato molto più riservato e molto più ristretto. Che, come spiega una fonte diplomatica di Bruxelles, «sta andando avanti anche in queste ore». Una contrattazione che ha preso spunto dall’iniziale tentativo di dar vita al cosiddetto accordo “Malta 2” per la redistribuzione tra 5-6 Paesi di chi sbarca soprattutto in Italia. Un quadro che potrebbe subire un’accelerazione proprio perché al momento si sta concentrando su un numero ancora più ristretto di partner: i “fondatori” dell’Unione. Italia, Germania e Francia. L’ipotesi è stata discussa anche nel corso dell’ultimo vertice a Berlino tra Mario Draghi e Angela Merkel. Certo, si tratta di un percorso difficile. In cui i particolari – come sempre – hanno la coda del diavolo. E quindi ogni passaggio viene sezionato parola per parola. Resta il fatto che l’ipotesi di lavoro su cui gli “sherpa” dei tre Paesi si stanno impegnando riguarda l’idea che la redistribuzione dei nuovi arrivi possa essere suddivisa in maniera paritetica: ossia un terzo per ciascuno. Ma questa tripartizione, molto vantaggiosa per il nostro Paese, non sarà gratuita. Sul piatto della bilancia, infatti, Berlino e Parigi stanno mettendo i cosiddetti dublinanti. Ossia gli extracomunitari che giunti in Italia hanno presentato la domanda per ottenere lo status di richiedenti asilo e poi si sono trasferiti. Secondo il Regolamento di Dublino dovrebbero essere riallocati nel Paese al quale hanno presentato domanda. Dovrebbero quindi tornare da noi e il loro numero non è certo esiguo. La trattativa va avanti proprio su questo aspetto: su quanti “dublinanti” dovrebbero tornare nei nostri confini; a partire da quando; se e con quale rapporto rispetto alla distribuzione dei nuovi arrivi. Si tratta di una discussione che, pur non essendo chiusa, ha raggiunto uno stato avanzato. E che in una seconda fase potrebbe essere allargata anche ad altri membri dell’Ue».

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