La regular season è oramai terminata, ma il campionato di Serie B ha ancora tanto da farci vedere e capire in vista della prossima stagione. Venezia e Frosinone sono già alle prese con le prenotazioni per le meritate vacanze, riconcilianti e d’aiuto per quello che sarà il loro ritorno in Serie A. Adesso, però, con la consapevolezza che i primi due scambi tra categorie sono stati completati (Verona e Pisa – Venezia e Frosinone), va decifrato l’ultimo messaggio.
Le contendenti al terzo gradino del podio sono sei e la struttura “ramificata” del tabellone play-off accenderà sempre più la lotta promozione. Il primo atto è quello dei quarti di finale, gare secche che si giocano in casa delle migliori classificate. Lo schema è il seguente: 5a Vs 8a – 6a Vs 7a. La vincitrice della prima delle due sfide raggiungerà la quarta classificata; la vincitrice della seconda, invece, sfiderà la terza classificata. Quindi è tutto vero…la Serie B non è già finita, ma è appena cominciata.
La prima tappa del viaggio è il Braglia di Modena dove domina il colore giallo. L’intero stadio è popolato da tifosissimi modenesi e, poi, c’è un piccolo reparto, piuttosto rumoroso, alle spalle della porta alla sinistra degli spettatori da casa, concesso ai tifosi arrivati direttamente da Castellammare. Il recentissimo storico non sorride agli ospiti che infatti sono stati sconfitti tre volte su quattro nelle ultime due stagioni. Le ambizioni, almeno in partenza, erano differenti e pure sono riuscite a riallinearsi ed a portare le due squadre qui. C’è tanto talento in mezzo al campo ed il Braglia se ne rende conto già al 5′: Ambrosino, il ragazzo in prestito dal Napoli, prende la mira su punizione e centra in pieno il palo. Ad un talento casalingo risponde un talento ospite: Cacciamani, lui in prestito dal Torino, taglia verso il centro e prova a sfruttare l’ottimo cross arrivato dalla destra, non colpisce malissimo ma la palla termina fuori. Ciò che rimane del primo tempo è un’assordante colonna sonora che spinge ad hoc ogni singolo brivido del match. La gara si riaccende in pieno secondo tempo con l’ingresso di Ettore Gliozzi. E’ proprio il capocannoniere in casa Modena che si accende con una super giocata, ma viene doppiamente chiuso da Confente. Al gruppone dei talenti in pole position si aggiunge anche Massolin, che prova ad arrivare su un ottimo cross basso di Pyyhtia, situazione scovata all’ultimo che non permette al francese acquistato dall’Inter di arrivare con convinzione su questo pallone. Sintomi contrastanti che, però, confermano la concentrazione delle due squadre. All’86’, a proposito di giovani talenti, è il momento di Kevin Zeroli. Modena si gela per un attimo…la vespa ha punto e questa volta il rilascio del pungiglione, in versione anti-scientifica, non le costa la vita ma l’allunga. Il ragazzo del 2005, in prestito dal Milan, ritorna dopo quasi tre mesi di infortunio ed è in grado di rendere magici e indimenticabili i dodici minuti di partita concessogli da mister Abate. La dinamica è questa: angolo dalla sinistra alla ricerca del secondo palo, Gabrielloni la sponda quasi involontariamente verso il cuore dell’area e, dopo una respinta scialba della difesa gialloblù, Zeroli punge con un colpo volante. Il Braglia assume per qualche minuto le sembianze del Menti di Castellammare e la Juve Stabia festeggia il superamento di una prova tutt’altro che facile. Neanche la pressione blocca la personalità di Abate ed i suoi, ma adesso va rimesso tutto in ordine in vista del doppio scontro con il Monza. Sottil e i suoi ripartiranno dalla lega cadetta per il quinto anno consecutivo, consapevoli che nelle ultime otto partite disputate c’è stata un’unica vittoria.
La seconda tappa del viaggio è più a sud, precisamente al Ceravolo di Catanzaro. Qui non c’è un colore dominante, ma tutti gli ingredienti per una ricetta particolare. Il grande sforzo fatto dal “nuovo” Avellino guidato da Ballardini ha fortemente ripagato e proietta i lupi ai play-off proprio contro il Catanzaro. I calabresi, dal canto loro, hanno completato una stagione molto interessante che, tra tanti colpi di scena, li vede arrivare ad una partita decisiva con molte convinzioni. Al 10′ queste convinzioni rischiano di crollare a causa del tentativo ravvicinato di Sounas, il centrocampista greco è bloccato da Pigliacelli. Altro tentativo avellinese al 38′ con la botta di Russo, ancora una volta è bello ed efficiente il volo dell’estremo difensore catanzarese. I giallorossi sono coerenti e molto cinici e passano in vantaggio alla prima vera occasione generata. Fa tutto da solo Pontisso, bucherella la difesa campana e mette in porta il pallone del vantaggio. Il Ceravolo è una bolgia, fortemente entusiasmato non solo dal gol del numero venti, ma anche dal gran bel gioco offerto dalla squadra di Aquilani. Come speso accade nello sport, gli eventi possono spostare situazioni pesantissime e, non a caso, il buon approccio degli ospiti è vanificato dal colpo duro subito poco prima del riposo. Il secondo tempo è quasi esclusivamente del Catanzaro ed, infatti, il migliore in casa Avellino è Iannarilli. Al 50′ Di Francesco gioisce inutilmente, il suo gol di testa è irregolare e il risultato resta 1-0. La seconda gioia interna arriva ugualmente, ma con trenta minuti di latenza. Sgasata organizzata sulla fascia destra da Favasuli, poi pallone a rimorchio che offre a Cassandro la possibilità di chiudere la busta. A busta chiusa non si può far altro che pensare alla spedizione, e che spedizione sarebbe senza la firma dell’eterno re?! In pieno recupero Pietro Iemmelo guadagna e trasforma un rigore che sa di tanto. Il Catanzaro schiaccia l’Avellino e raggiungerà il Palermo per continuare a coltivare il sogno Serie A. L’Avellino saluta con estrema dignità i play-off, pronti per rimettere insieme i pezzi e ricominciare da dove hanno lasciato.





