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sabato 13 Aprile 2024 - 21:15
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Scoppia il caos in Italia per la vicenda Superlega

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Si discute ancora sulla questione della Superlega. Il numero uno bianconero è stato co-ideatore, con Florentino Perez, di questo torneo; e allo stesso tempo resta uno dei membri della commissione interna (con lui De Laurentiis, Fienga, Fenucci e Campoccia) impegnata a negoziare con i fondi interessati a una quota di minoranza della Lega. Ieri Agnelli ha dichiarato “non si può portare avanti un torneo come la Superlega con soli sei club”. E continua dicendo “Il calcio sta vivendo una crisi enorme di appeal che investe le nuove generazione. Hanno inciso gli stadi chiusi da un anno“. “Uno dei problemi che hanno spinto a questo gesto è sicuramente lo scarso appeal che il calcio ha attualmente trai giovani: “Il 40% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni non prova interesse per il calcio. Un terzo dei tifosi mondiali segue almeno due club e spesso questi due presenti tra i fondatori della Superlega. Il 10% è affascinato dal singolo giocatore e non dal club, due terzi seguono il calcio per la paura di essere tagliati fuori“. Così il presidente bianconero aveva giustificato l’ambizioso progetto. Tuttavia ad oggi il dietrofront di Agnelli ormai è noto e le ragioni della retromarcia evidenti: è per questo motivo che molti presidenti valutano l’ipotesi di una causa per danni al collega juventino, considerato dalla maggioranza il primo colpevole del fallimento dell’operazione che avrebbe portato nella casse della A un miliardo e settecento milioni di euro, e una linea di credito da 1,2 miliardi. Un’offensiva che partirà dalle parole del presidente di Lega Dal Pino.  Lo stesso vertice Lega da cui è previsto un duro attacco al blocco dei 7, le sette società (Inter, Juve, Napoli, Atalanta, Lazio, Fiorentina e Verona) unite in una comune visione strategica, compresa l’ultima lettera di sfiducia allo stesso Dal Pino: la Superlega non ha rotto il fronte, che però si trova ora messo all’angolo. L’Inter, qui rappresentata da Marotta, era ugualmente coinvolta nel progetto Superlega (ma senza rappresentanti nel comitato interno sui fondi): se l’assemblea presenterà la sfiducia all’a.d. nerazzurro, farà un passo indietro dalla carica di consigliere federale. Lo stesso vale per Scaroni, presidente del Milan: rifletterà sul proprio ruolo (consigliere di Lega) di fronte alla posizione degli altri club. Sui rossoneri va fatta una seconda precisazione: sono sempre rimasti a favore della partnership con i fondi.

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