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giovedì 13 Giugno 2024 - 15:58
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TORNA LA PAURA IN CAMERUN: RAPITO UN PRETE

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Ritorna la paura in Camerun. La cronaca di Avvenire.

«Continuano le violenze nel Camerun anglofono. Un prete cattolico è stato sequestrato nella regione sud-occidentale dai miliziani che lottano per una maggiore autonomia delle due regioni anglofone ricche di risorse naturali. I responsabili del rapimento hanno chiesto un riscatto di 30mila euro. «Nell’ovest del Camerun è stato preso da un commando armato padre Julius Agbortoko, il vicario generale della diocesi di Mamfé – hanno confermato ieri le autorità -. Il rapimento è avvenuto domenica mentre il religioso si trovava in visita presso il nuovo seminario di Kokobuma». I miliziani separatisti sono noti per i numerosi rapimenti che coinvolgono religiosi, studenti e autorità locali. Nella maggior parte dei casi i sequestrati vengono liberati dopo alcuni giorni. Nel giugno del 2020 i separatisti anglofoni avevano rapito il cardinale Christian Wiyghan Tumi, 90 anni, arcivescovo della diocesi di Douala. Il religioso era stato liberato qualche ora dopo. Insieme a lui era stato sequestrato il re di Kumbo, il Fon di Nso, una delle maggiori autorità tradizionali nella regione. «Facciamo appello affinché cessino le persecuzioni a danno di sacerdoti e missionari – aveva dichiarato più volte in passato la Conferenza episcopale del Camerun -. Chiediamo al governo camerunese che la sicurezza nelle regioni anglofone del nordovest e sud-ovest sia ristabilita». Nonostante ripetute promesse di dialogo tra i ribelli e le autorità del governo francofono nella capitale, Yaounde, nessuno accordo di pace è stato concretamente avviato. Il presidente camerunese, Paul Biya, non sembra avere intenzione di risolvere una crisi che va avanti da quasi sessant’ anni e che si è aggravata dal 2017. Anche le organizzazioni umanitarie continuano a denunciare gli ostacoli che devono superare per accedere alle due regioni e assistere la popolazione locale. «Dopo oltre sei mesi di sospensione siamo stati costretti a lasciare la regione camerunese del nord-ovest – aveva detto ad Avvenire Laura Martinelli, coordinatrice di Medici senza frontiere (Msf) in Camerun -. Secondo il governo avremmo aiutato i separatisti quando noi siamo sempre stati un’organizzazione imparziale». Nel nord-ovest, tra le varie organizzazioni, lavora il Comitato internazionale della croce rossa (Cicr). Un membro dello staff, Diomede Nzobambona, canadese di 62 anni, è rimasto ucciso la settimana scorsa nella città di Bamenda. Nonostante il Camerun anglofono rappresenti circa il 20 per cento del territorio camerunese, gran parte delle risorse come petrolio, legname e prodotti agricoli viene da questa regione».

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