Un cadavere in fondo a una miniera, un’indagine che nessuno vuole davvero affrontare e un ufficiale fuori posto. Con Zolfo, in libreria dal 16 aprile per Bookabook, Gabriella Bianchi costruisce un noir d’esordio che affonda le radici in un Sud ruvido, segnato dal silenzio e dalle sue contraddizioni.
Siamo nel novembre del 1980. Mentre l’entroterra campano fa i conti con le ferite ancora aperte del terremoto dell’Irpinia, il tenente Giordano De Capua viene trasferito per punizione in un piccolo centro di provincia. Un uomo fuori contesto, abituato ad altri scenari e ad altri ritmi, che si ritrova immerso in un territorio dove le regole non sono scritte ma rispettate.
Quando il corpo di un ragazzo di sedici anni viene ritrovato in una miniera, la versione ufficiale parla di incidente. Ma qualcosa non torna. De Capua, spinto da una tensione personale che va oltre il dovere, decide di non fermarsi alla superficie.
L’indagine diventa presto un percorso più complesso, che attraversa ambienti chiusi, relazioni opache e una comunità compatta, dove distinguere tra responsabilità e complicità è tutt’altro che immediato. Il protagonista si muove controcorrente, scegliendo di non adattarsi a una verità comoda.
Il personaggio di De Capua regge gran parte della tensione narrativa: elegante, irregolare, insofferente alle gerarchie, è un investigatore che lavora per attrito, più vicino all’intuizione che alla procedura. Un elemento di disturbo in un sistema che tende a normalizzare anche ciò che non dovrebbe esserlo.
“Ho voluto raccontare una faccia diversa degli anni ’80,” spiega l’autrice Gabriella Bianchi. “Non quella più raccontata, ma una realtà più cupa, soprattutto nei territori che faticavano a riprendersi dopo il terremoto. Sono stati anni di trasformazioni profonde, non sempre lineari.”
Bianchi, nata a Benevento e oggi giornalista per AGI Agenzia Giornalistica Italia, porta nel romanzo un approccio concreto, costruito su osservazione e attenzione al contesto. Zolfo nasce così all’incrocio tra esperienza giornalistica e tensione narrativa, restituendo un noir che lavora più sulle atmosfere e sulle dinamiche sociali che sul semplice meccanismo del mistero.
Un esordio che sceglie di partire dal territorio e dalle sue fratture, evitando scorciatoie e puntando su un racconto stratificato.







