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La “forza” del branco contro prede indifese

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I soldati russi stuprano le nostre donne, è la voce che si alza dall’Ucraina. Un orrore che si ripete in ogni guerra, lo stupro da parte dei “conquistatori” ai danni delle indigene, la storia è davvero un corso e ricorso degli sbagli dell’uomo, il branco che umilia e annienta la volontà di donne già provate psicologicamente e fisicamente da una situazione del tutto fuori dalla norma.

Marzo 2022, le donne ucraine vengono violentate dai russi dopo che gli è stato tolto di tutto, e spesso dopo questo gesto orribile e senza giustificazione alcuna, uccise, impiccate o lasciate con traumi che non supereranno mai, e quindi spinte al suicidio, quello che sta emergendo dalla guerra in Ucraina, da alcune città particolarmente sotto assedio, è la manifestazione che l’uomo è davvero il peggior nemico di se stesso. Lesia Vasylenko deputata ucraina ha affermato “Molte donne uccise dopo essere state violentate. Le famiglie non hanno la forza di farsi avanti”, quando è stata ricevuta alla Camera dei Comuni di Londra, ed ha continuato riferendo che sta raccogliendo insieme ad altre deputate gli elementi di prova sui crimini di guerra per portarli poi finita la guerra al Tribunale de L’Aja. Non solo giovani donne ma anche donne dai 60 anni in su sarebbero state vittime di stupro e quanto affermano le altre tre deputate ucraine in visita a Londra alla Camera dei Comuni, il teatro di questo orrore sarebbe Kiev e le sue periferie di Bucha e Irpin. Al racconto già di per se orrendo delle deputate ucraine si aggiunge quello del sindaco di Brovary, circa 140mila abitanti, centro a 20 km da Kiev. Secondo Ihor Sapozhko: “E’ un problema grave, ancora non capiamo quanto sia diffuso. Ma siamo già a conoscenza di casi specifici”. Il Sindaco di questa cittadina poi racconta quello che è accaduto ad un suo amico e alla sua giovane moglie; Oleksiy Zdorovets, 36 anni, ex segretario del Comune, e la moglie Maryna. I militari russi sono entrati in casa loro, nel villaggio di Nova Bohdanivka, hanno ucciso a sangue freddo lui e stuprato lei, “L’hanno trovata nuda e confusa vicino al figlio piccolo – dice Sapozhko – dopo che i russi sono andati via dalla loro casa i vicini. Ma ancora non siamo riusciti a portarla in salvo”. I social locali hanno scritto anche il nome dello stupratore: si tratta dell’ufficiale russo Michail Romanov, che sarebbe già stato ucciso dai soldati ucraini. Purtroppo questo di Maryna non è l’unico caso come raccontano quelli che sono riusciti a scappare da questo orrore, i comandanti russi aizzano i loro soldati ad aggredire le mogli e le figlie dei militari o dei volontari civili combattenti che trovano nelle case. In altri frangenti però si dice che i violentatori siano già stati puniti. E’ stato riferito da più fonti che almeno in una circostanza hanno violentato le soldatesse catturate durante la battaglia all’aeroporto di Hostomel, nei primi giorni della guerra. Insomma, il tema dello stupro di guerra diventa di attualità anche in questa operazione, dopo gli abusi sistematici in tanti conflitti del passato, da quello nella ex Jugoslavia a quello in Cecenia o in Siria. In Ucraina, con il passaggio di alcune zone del Paese sotto il controllo russo le violenze sessuali stanno diventando preoccupanti. Volodymyr Andriiets, un medico, dice che tanti feriti raccontano di stupri. “Non abbiamo evidenze mediche – precisa – perché i testimoni diretti e le vittime sono chiusi nelle zone occupate dall’esercito russo in avanzata. Tanti uccisi vengono seppelliti tra le case in tombe di fortuna”. E si dice anche che, dopo la violenza, le vittime verrebbero impiccate o tagliate a pezzi per eliminare qualsiasi prova. A queste denunce non può mancare la denuncia della vicepremier Olha Stefanishyna, che in un’intervista a Sky News ha riferito di storie orribili” che riguardano le donne ucraine, “stuprate e assassinate” dai militari di Mosca. Parlando con l’emittente Stefanishyna ha riferito che “Ogni singolo soldato che abbia commesso questo crimine di guerra verrà chiamato a risponderne, donne ucraine, noi rimarremo unite e prevarremo. I pubblici ministeri hanno avviato duemila indagini a carico delle truppe russe, anche con l’accusa di stupro e omicidio. Tutti coloro che commettono atti perseguibili dovranno essere giudicati”. Solo pochi giorni fa due premi Nobel per la pace avevano rivolto un appello per vigilare che le donne non fossero vittime di abusi. “In ogni conflitto, le donne sono vittime di violenza sessuale. Nei massicci movimenti di popolazione, le ragazze e le donne sono le prime vittime, poiché lo sfollamento forzato le porta alla miseria, alla disperazione, all’insicurezza e le espone alla violenza sessuale” avevano detto l’attivista irachena Nadia Murad e il medico congolese Denis Mukwege. Nel corso della presentazione a Ginevra del Global Survivors Fund, un fondo di riparazione per le vittime di violenza, i due premi Nobel hanno affermato “tutti i conflitti sono accompagnati dalla sofferenza, senza confini o colori”. Pur non avendo ancora alcuna indicazione solo pochi giorni fa di episodi di violenza contro le donne in Ucraina, Murad e Mukwege, sulla base della loro conoscenza del fenomeno in molti conflitti, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), Yemen, Afghanistan, Etiopia, Iraq, Myanmar, o Siria, avevano deciso di mobilitarsi “per prevenire gli stupri piuttosto che curarne le conseguenze“. Tra le azioni prioritarie suggerite, la messa in atto di comportamenti preventivi e la sensibilizzazione sul fenomeno tra rifugiati, operatori umanitari e paesi ospitanti. Ma a pochi gironi dall’appello purtroppo sono arrivate le prime denunce.

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