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Bollo auto, esenzione nel 2027: tutto quello che c’è da sapere

Il decreto sui carburanti esenta un solo veicolo per persona fino a 80 kW, ibride comprese. Alle Regioni vanno quasi 2,3 miliardi. Il Governo punta a rendere la misura permanente con la Manovra.

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Nel 2027 circa 14,5 milioni di veicoli non pagheranno il bollo. Lo prevede il decreto-legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che contiene misure urgenti sul costo dei carburanti e in materia fiscale e che ora aggiunge l’esenzione dalla tassa di possesso per le auto di piccola e media potenza e per moto e scooter. Secondo le stime del Governo, la misura riguarda più del 70% delle automobili oggi in circolazione. La platea, però, è meno ampia di quanto sembri: il decreto fissa un criterio tecnico preciso, e quando una persona possiede più veicoli è la legge a stabilire quale esentare.

Per capire perché conta la potenza bisogna partire dal tributo. Il bollo è una tassa regionale legata al possesso del veicolo, non al suo uso. È questa la ragione principale della sua impopolarità: si paga ogni anno anche per un’auto rimasta ferma in garage per mesi, finché non viene venduta o radiata. Esiste dal 1953, e il suo importo non è uguale per tutti: cresce con i kilowatt del motore. Per questo una soglia fissata sulla potenza separa in modo netto chi paga da chi no.

Chi rientra nella soglia degli 80 kW

Il criterio riguarda le auto a benzina o a gasolio con una potenza fino a 80 kW, pari a circa 109 cavalli. Sono comprese anche le ibride di qualunque tipo, cioè quelle che affiancano al motore tradizionale un’altra fonte di propulsione: mild, full e plug-in. Il testo, però, cita soltanto benzina e gasolio, e quindi per ora le auto elettriche restano fuori.

Una precisazione serve subito: l’esenzione non riguarda chiunque possieda un’auto. È riservata alle persone fisiche, e ne restano escluse le auto aziendali e i veicoli intestati a società o a titolari di partita IVA. Ogni cittadino, inoltre, può usarla per un solo veicolo. Se una persona possiede più auto che rientrano nella soglia, l’esenzione spetta a quella meno potente, senza possibilità di scelta. Per le moto vale la stessa logica: l’esenzione scatta solo se il proprietario non l’ha già ottenuta per un’automobile.

Per sapere se la propria auto rientra basta consultare il libretto. La potenza netta massima in kW è un dato omologato, riportato nel campo P.2 della carta di circolazione. Quanto al risparmio, dipende dalla Regione e dalla classe ambientale del veicolo. Per fare un esempio, secondo le tariffe dell’Emilia-Romagna le auto Euro 4, 5 e 6 pagano 2,58 euro per kW, e quindi l’esenzione vale al massimo 206,40 euro all’anno.

Il conto per lo Stato è rilevante. Poiché il bollo è una tassa delle Regioni, il decreto prevede un trasferimento di circa 2.293,5 milioni di euro per compensare le entrate perse nel 2027: in media, circa 160 euro per ciascun veicolo esentato. L’esenzione vale per i pagamenti con scadenza ordinaria tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Riguarda anche le Regioni a statuto speciale, ma con l’accordo di ciascuna autonomia che riscuote il tributo.

Le utilitarie dentro, le medie fuori

I modelli preferiti dagli italiani sono in gran parte citycar e utilitarie, e la maggior parte si può acquistare con motori sotto gli 80 kW. Tra i più venduti con versioni che rientrano nella soglia ci sono la Fiat Pandina, la Dacia Sandero, la Citroën C3, la Toyota Yaris, la Renault Clio, la Volkswagen Polo, la Seat Ibiza, la Peugeot 208, la Opel Corsa, la Hyundai i20 e la Lancia Ypsilon. Rientrano anche alcuni crossover, come la Jeep Avenger 1.2 Turbo a benzina, che eroga 74 kW.

Attenzione, però: il nome del modello non basta. Spesso sotto la soglia c’è soltanto la versione base, quella più economica, mentre gli allestimenti più potenti dello stesso modello continueranno a pagare. Da questa regola trae vantaggio soprattutto il gruppo Stellantis, che ha lanciato di recente versioni d’ingresso per quasi tutte le sue compatte con un 1.2 Turbo da 100 cavalli. Sono 74 kW, e quindi nel 2027 queste auto non pagheranno il bollo.

Sopra gli 80 kW, invece, non ci sono soltanto sportive o auto di lusso. Continueranno a pagare anche modelli molto diffusi come la Volkswagen Golf e la Jeep Compass, oltre alle auto dei marchi premium come Audi, Bmw, Mercedes-Benz, Volvo e Land Rover. Sul superbollo il decreto non dice nulla. È l’imposta aggiuntiva di 20 euro per ogni kW oltre i 185, cioè circa 252 cavalli, che si somma al bollo ordinario.

Poi ci sono le due ruote. In Italia circolano circa 8 milioni tra moto e scooter, e i loro proprietari saranno esentati a una sola condizione: non avere già un’auto che rientra nella soglia degli 80 kW. Chi possiede sia l’auto sia la moto, quindi, non paga il bollo sull’auto ma continua a pagarlo sulla moto.

Dal decreto alla Manovra

Trattandosi di un decreto-legge, la misura è in vigore dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma il Parlamento deve convertirla in legge entro 60 giorni. In quella fase i criteri potranno ancora cambiare, anche sui punti che il testo lascia aperti, come le auto elettriche. Resta poi la questione della durata. Il decreto copre soltanto il 2027, ma Palazzo Chigi ha annunciato che la Manovra 2027 conterrà la norma per rendere l’agevolazione permanente.

Per ora, però, i 2,3 miliardi destinati alle Regioni coprono soltanto il primo anno. Se l’esenzione diventerà permanente, quella compensazione andrà finanziata ogni anno, e la legge di bilancio dovrà indicare con quali risorse. Dal fatto che quelle risorse vengano trovate dipende se il bollo gratuito resterà una misura del 2027 o diventerà una regola.

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