Solidarietà del G7 a Zelensky. Ma Joe Biden non lavora per far cadere Putin: “Ha fatto un errore di calcolo”. Lavrov apre ad un vertice a due. Meloni alla vigilia delle nuove Camere. Giorgetti al Mef?
Il G7 offre solidarietà e sostegno a Volodymyr Zelensky, dopo la pioggia di missili russi dell’alba di lunedì. Ma la diplomazia non si ferma e ci sono spiragli per un dialogo diretto Mosca-Washington. Il Presidente ucraino ha preso anche ieri una posizione molto netta. La sua “formula per la pace”, come l’ha definita alla riunione on line dei Sette Grandi di ieri, prevede che la Russia venga «completamente isolata e punita, sia politicamente sia con le sanzioni». Solo così Mosca sarà costretta al negoziato. «Non con Putin, però, con un altro presidente. O in un’altra configurazione che ci possa garantire». Il Presidente Usa Joe Biden, e i Paesi europei, pur non mancando nel sostegno all’Ucraina, non condividono fino in fondo questa posizione. Anzi la Casa Bianca ha fatto capire, nelle ultime ore, che gli americani non stanno affatto lavorando per un cambio di regime nella Federazione russa. Biden stesso, in un’intervista, ha detto che Putin non è un pazzo ma «un soggetto razionale che ha fatto un grave errore di calcolo». Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha aperto ad un possibile confronto diretto, al prossimo G20 di novembre, fra i due Presidenti. Intanto in Italia proseguono i preparativi per la manifestazione pacifista del Movimento Europeo Azione Non violenta, che si terrà domani a Roma all’Ambasciata russa. Ci sarà Enrico Letta, mentre mancherà Giuseppe Conte, che pure aveva cercato di prendere la guida del pacifismo italiano.
Domani sarà anche il primo giorno per deputati e senatori. Si aprono ufficialmente i giochi della nuova legislatura con l’elezione dei due presidenti di Camera e Senato. Le voci dalle trattative fra gli alleati del destra centro riferiscono di una Forza Italia tutta arroccata su Licia Ronzulli e di un inedito asse Berlusconi-Salvini per contenere la premier in pectore. “Non fate scherzi” avverte Libero, giornale di area. Scrive il Corriere con Paola Di Caro: “Restano solo 24 ore prima del voto per le Camere: arrivarci divisi darebbe un pessimo segnale per il governo che verrà”. Vedremo. Comunque la soluzione del principale problema del nuovo governo, a chi affidare il Ministero dell’Economia e delle Finanze, potrebbe essere clamorosa. Alla scrivania di Quintino Sella si dovrebbe accomodare infatti Giancarlo Giorgetti, leghista di fede draghiana da qualche anno.
Poi ci sono i problemi reali. La questione del gas impegna ancora il dibattito europeo, oggi a Praga c’è la riunione informale dei Ministri dell’Energia dei 27. La Germania sembra stia pensando di uscire dall’isolamento per proporre un’azione comune della Ue. Intanto il Fondo Monetario internazionale prevede proprio per i tedeschi conti in negativo. Secondo l’Fmi anche l’Italia andrà in recessione nel 2023. Sempre su questo tema è previsto per oggi un meeting: ci sarà la riunione dei ministri finanziari del G20, compresi un panel con Kristalina Georgieva, direttore generale del Fondo monetario, e il numero uno della Banca Mondiale David Malpass.
Importante omelia di Papa Francesco ieri in occasione dei 60 anni dal Concilio Vaticano II. Il papa è tornato a condannare la “polarizzazione nella Chiesa”. Ha detto fra l’altro: «Sia il progressismo che si accoda al mondo, sia il tradizionalismo – o l’indietrismo – che rimpiange un mondo passato, non sono prove d’amore, ma di infedeltà. Sono egoismi pelagiani, che antepongono i propri gusti e i propri piani all’amore che piace a Dio, quello semplice, umile e fedele che Gesù ha domandato a Pietro». Per concludere, rivolgendosi al Signore ha aggiunto: «Tu, che ci vuoi gregge unito, liberaci dall’artificio diabolico delle polarizzazioni, degli “ismi“».











