Ong e cattolici in rivolta contro il nuovo decreto. Brillante conferenza stampa di fine anno per Giorgia Meloni: pragmatismo e presidenzialismo. Stallo in Ucraina. Teheran ci accusa di “interferenza”
Giorgia Meloni si è sottoposta al “Telethon”, come ha detto scherzando, di una lunga conferenza stampa di fine d’anno. Si è infatti concessa al fuoco di fila delle domande dei cronisti, fino al primo pomeriggio. Efficace e puntigliosa, la premier ha detto di fidarsi degli alleati di governo e quindi ha rivendicato una legge di Bilancio approvata al foto finish, una legge “politica” con segnali chiari di una linea che si svilupperà nei prossimi mesi e anni. Sul Covid e gli arrivi dalla Cina si è mostrata prudente: sì a tamponi e mascherine, ma mai più lockdown. Bene l’azione sulla giustizia di Nordio, a cominciare dalla prescrizione. Sul Pnrr ha detto che la staffetta con il governo Draghi ha funzionato. La prospettiva delle riforme resta quella del presidenzialismo, rilanciato con forza. Nei pdf trovate i commenti di Stefano Folli su Repubblica, che sottolinea quanto Meloni abbia parlato al suo elettorato, e di Alessandro Sallusti su Libero, soddisfatto dell’anti statalismo della destra governativa. Da non sottovalutare sono le parole pronunciate da Giorgia Meloni sul Monte dei Paschi. Diversi giornali le hanno interpretate come un benservito per Alessandro Rivera, grand commis dello Stato e direttore generale del Ministero dell’Economia e Finanze. Repubblica osserva che «la decisione sarà presa a breve perché il 26 gennaio scade il termine (novanta giorni dalla fiducia al governo) entro cui l’esecutivo deve decidere se confermare o cambiare le figure apicali della Pubblica amministrazione». A proposito, Il Sole 24 Ore ha calcolato gli obblighi per l’attuazione della manovra: entro giugno serviranno 119 provvedimenti attuativi, necessari per sbloccare risorse pari a 4,6 miliardi nel 2023 (che diventano 11,3 miliardi se si proietta l’orizzonte fino al 2025).











