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Cristo si è fermato in Turchia?

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7.700 vittime del sisma. Le sanzioni e la geopolitica bloccano gli aiuti alla Siria. Appello di Sant’Egidio e del cardinal Zenari. Sanremo patriottico con Mattarella e Benigni. Meloni a Milano

La solidarietà del mondo occidentale è in una strada piena di ostacoli. Lo spiega benissimo in un’accorata intervista ad Avvenire il cardinal Mario Zenari, quando si augura “che si riesca a indurre la comunità internazionale a superare gli interessi politici, le divisioni”. E poi aggiunge: “Qui c’è da soccorrere l’umanità tout court. Sarà un test di umanità e saremo giudicati tutti di fronte alla storia: la Siria che deve superare divisioni e conflitti interni, come la comunità internazionale. Un vero test di umanità”. Il Corriere della Sera con Francesco Battistini spiega: “Nessuna pietà. Né per i morti, né per i vivi. La distruzione siriana resta nel cono d’ombra. D’un regime (quello di Assad ndr) che rifiuta gli aiuti, perché diretti in regioni dell’opposizione. D’una Turchia nel caos che ha chiuso le frontiere e, in questo momento, non può pensare a far passare i soccorsi diretti nel Paese vicino. D’una comunità internazionale paralizzata dalle sanzioni imposte ad Assad, incapace d’entrare in un’emergenza catastrofica”. La Comunità di Sant’Egidio chiede a gran voce di sospendere le sanzioni occidentali contro la Siria.

Scrive Alberto Negri sul Manifesto: “In questa tragedia immane la geopolitica della solidarietà si è spaccata in due. Tutti i soccorsi occidentali che si stanno approntando vanno in Turchia, pochissimi, raggiungono la Siria. In Occidente le ambasciate siriane sono chiuse, nulle le relazioni diplomatiche mentre le sanzioni europee e americane sono pervasive, il presidente degli Stati uniti Joe Biden non cita nemmeno la Siria nel suo discorso sul terremoto: neppure questa tragedia smuove la livorosa politica occidentale”. Aiutano i siriani la Russia e i Paesi arabi come Libano, Iran, Bahrain, Emirati, Algeria, Giordania ed Egitto. Mentre Usa ed Europa negano i loro aiuti. Ieri alti funzionari dell’Oms hanno lanciato l’allarme sull’emergenza umanitaria in cui si trova la Siria. Ad Aleppo ci sono le Ong e la solidarietà del volontariato internazionale, a cominciare da AVSI (trovate qui come mandare aiuti), Pro Terra Sancta (altro link qui) e Caritas (qui) che si stanno prodigando per portare aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto.

Le ultime notizie da Kiev riguardano la visita lampo del ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, che ieri ha annunciato la fornitura di almeno 100 carri armati Leopard 1A5. Mentre un numero inferiore di Leopard 2 potrebbe arrivare a marzo. In una foto pubblicata dal ministro ucraino della Difesa Oleksiy Reznikov, sul suo profilo Twitter, si vede il modellino di carro armato portato dalla Germania e regalato agli ucraini. Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha detto ieri che le prospettive di pace continuano a diminuire e la prospettiva di un allargamento mondiale del conflitto è più probabile.

L’Italia si è fermata ieri sera per la prima del Festival di Sanremo, segnata dall’inedita presenza del Presidente della Repubblica all’Ariston e dal discorso di Roberto Benigni sulla Costituzione. Serata “patriottica” in stile nazional popolare. Nella stampa di destra c’è chi apprezza, come Alessandro Sallusti, e chi no, come Maurizio Belpietro e Augusto Minzolini. Delle canzoni e degli artisti si scriverà e parlerà a lungo.

Domani inizia un importante Consiglio d’Europa a Bruxelles. Si riuniscono i Capi di stato e di governo dei 27 che devono esaminare due grandi temi: la politica economica della Ue (aiuti di Stato, fondo sovrano europeo, il nuovo patto di stabilità…) ed eventuali nuove norme al contrasto dell’immigrazione. Su quest’ultimo tema otto Paesi, sia nordici che mediterranei, hanno chiesto una revisione delle norme sul diritto di asilo.

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