BURSA – Ci sono vittorie che valgono tre punti e vittorie che, per il modo in cui arrivano, possono valere qualcosa in più. Il 4-1 dell’Italia sulla Turchia appartiene a questa seconda categoria. Non soltanto per il risultato, netto e inequivocabile, ma soprattutto per il modo in cui gli Azzurri hanno interpretato una serata che chiedeva personalità.
A Bursa l’Italia ha giocato da squadra. Ha avuto coraggio, ha cercato il pallone, ha attaccato gli spazi e, soprattutto, ha mostrato una convinzione che si è vista fin dalle prime battute. Il poker finale non è arrivato per caso: è stato il risultato di una prestazione nella quale tanti giocatori hanno saputo prendersi responsabilità.
Il primo dato che salta agli occhi è proprio questo: non c’è stato un solo uomo copertina. Bastoni, Frattesi, Kayode e Pio Esposito hanno trovato la via del gol, ma dietro i quattro marcatori c’è stato il lavoro di un gruppo intero.
L’Italia ha avuto la capacità di giocare con la testa alta anche quando la Turchia ha provato a cambiare l’inerzia della partita. Il gol dei padroni di casa avrebbe potuto riaprire la sfida e creare qualche apprensione, invece la risposta degli Azzurri è stata immediata. È probabilmente uno degli aspetti più importanti della serata: la squadra non si è fatta trascinare dagli episodi.
E in una Nazionale che sta cercando certezze, la personalità conta quasi quanto la qualità.
Il 4-1 permette inoltre di guardare con particolare attenzione ai giovani protagonisti della serata. Pio Esposito ha messo la propria firma sulla partita, mentre Kayode ha trovato un gol che premia una prestazione di grande intraprendenza. Sono segnali che alimentano la concorrenza interna e danno al gruppo nuove possibilità.
Ma sarebbe riduttivo fermarsi ai singoli. La vera notizia di Bursa è l’impressione lasciata dall’Italia nel suo complesso. Gli Azzurri sono sembrati più compatti, più convinti e soprattutto capaci di mantenere una propria identità per gran parte della gara.
Il 4-1 non risolve tutto e una sola partita non può diventare una sentenza sul futuro. Ma può rappresentare una tappa significativa. Perché nel calcio la fiducia nasce anche da serate come questa: quando una squadra scende in campo, trova risposte e alla fine guarda il tabellone con quattro gol dalla propria parte.
A Bursa l’Italia non ha soltanto vinto. Ha dato un segnale.
E lo ha fatto nel modo più bello possibile: giocando, segnando e convincendo.
Turchia 1, Italia 4. Una notte azzurra che lascia entusiasmo e, soprattutto, la sensazione che questa squadra abbia ancora molto da dire.











