Fratello Universo arriva a Sessa Aurunca e incontra una città profondamente legata alla memoria francescana. Con il vernissage di domenica 27 settembre, nella Chiesa di San Carlo Borromeo, la collettiva d’arte contemporanea ideata e curata da Giuseppe Ottaiano riporta alla luce un legame antico tra la città e Francesco d’Assisi.
Promossa dal Comune di Sessa Aurunca e realizzata in collaborazione con la Congrega di San Carlo Borromeo, guidata dal priore Gianluca Sasso, la tappa è stata voluta dal vicesindaco e assessore alla Cultura e ai Beni culturali Italo Calenzo e condivisa dal sindaco Lorenzo Di Iorio e dall’Amministrazione comunale. La mostra, visitabile fino all’11 ottobre, assume qui un significato particolare: l’arte contemporanea incontra una vicenda che da secoli unisce Sessa Aurunca al santo di Assisi.
Il sindaco Lorenzo Di Iorio sottolinea il valore di questa memoria:
«Sessa Aurunca riscopre una pagina straordinaria della sua storia. Fratello Universo ci ricorda che la nostra città è citata nei testi francescani e dipinta ad Assisi. È una memoria di fede, di arte e di speranza che oggi torna a parlare al presente. Fratello Universo non è, dunque, una mostra itinerante qualsiasi: è un pellegrinaggio laico e spirituale che rimette al centro il messaggio di fraternità di Francesco. A Sessa quel messaggio trova una radice concreta, nel miracolo del quartiere Alle Colonne. Con questa esposizione restituiamo alla comunità un luogo di cultura e di riflessione aperto a tutti.»
IL MIRACOLO DEL FANCIULLO DI SESSA
L’episodio è tramandato da due importanti fonti medievali francescane: Tommaso da Celano, nel Trattato dei miracoli di san Francesco, e Bonaventura da Bagnoregio, nella Legenda maior.
Nel quartiere chiamato «Alle Colonne», il crollo improvviso di una casa travolse un giovane, estratto dalle macerie senza vita. La madre, spezzata dal dolore, invocò Francesco. Secondo il racconto delle fonti, verso mezzanotte il giovane cominciò a dare segni di vita e, prima dell’alba, si rialzò completamente ristabilito, invitando il clero e il popolo a lodare Dio e il beato Francesco.
Una storia di dolore e restituzione, ma soprattutto di speranza: quando ogni possibilità umana sembra esaurita, la vita torna a manifestarsi.
È proprio su questo significato che interviene il priore della Congrega di San Carlo Borromeo, Gianluca Sasso:
«Questa mostra, rivolgendosi all’uomo di oggi con linguaggio rinnovato, continua a parlare della possibilità di risorgere a vita nuova in un luogo santificato da San Francesco con uno dei suoi più significativi miracoli. L’VIII centenario del transito di San Francesco non è un evento celebrativo, ma memoria viva che interroga ciascuno sul senso della vita e sul come viverla al servizio del prossimo.»
SESSA AURUNCA NELLA PITTURA DI ASSISI
Il miracolo di Sessa Aurunca vive anche nella Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi. Nel transetto destro, due affreschi attribuiti a Giotto e bottega narrano la morte del fanciullo di Suessa, travolto dal crollo di una casa, e la sua resurrezione per intercessione del santo. La tradizione individua inoltre, tra i presenti, un possibile autoritratto di Giotto.
Al di là della complessa questione attributiva, resta un elemento di straordinaria forza: il nome medievale di Sessa, Suessa, è entrato per sempre in uno dei luoghi capitali dell’arte e della spiritualità francescana.
La speranza quando tutto sembra perduto
In questo luogo le sagome lignee e i Tau di Fratello Universo acquistano una risonanza particolare. Fragilità, dolore, fraternità e speranza attraversano il racconto del miracolo e quello della collettiva. Le figure di Francesco con le braccia aperte diventano presenze che accolgono: nella città del fanciullo restituito alla vita, quel gesto non nega il dolore, ma lo attraversa e lo trasforma in possibilità.
Giuseppe Ottaiano, ideatore e curatore di Fratello Universo, racconta così il significato della tappa:
«Essere a Sessa Aurunca rappresenta una tappa importante nel cammino di Fratello Universo. Questa collettiva è nata per mettersi in viaggio, incontrare luoghi e comunità e ritrovare, in ciascuno di essi, una traccia capace di rendere ancora vivo il messaggio di Francesco. A Sessa il nostro percorso incontra una memoria francescana profonda, legata al miracolo del fanciullo e alle immagini custodite nella Basilica di Assisi. Tappa dopo tappa ci stiamo avvicinando proprio ad Assisi, meta naturale di questo cammino: non soltanto una destinazione, ma il luogo verso il quale tutte le opere, le esperienze e gli incontri vissuti lungo il percorso sembrano progressivamente convergere».
Sessa Aurunca diventa così un nuovo capitolo del viaggio di Fratello Universo verso Assisi. Non soltanto una sede espositiva, ma un luogo che custodisce una parte viva del racconto francescano.
Attraverso l’arte contemporanea, una memoria antica torna a parlare al presente e a ricordarci che anche dentro le macerie, reali o interiori, può aprirsi uno spazio nel quale la vita ricomincia.











