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venerdì 2 Ottobre 2026 - 10:39
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Confronto Meloni-Calenda

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Un dialogo serio fra governo e opposizione. FI reagisce male. La Finanziaria farà lavorare i deputati anche a Natale. Zamagni rilancia la pace. D’Angelis su Ischia e Zagrebelsky sulla scuola

Il faccia a faccia fra Giorgia Meloni e Carlo Calenda a Palazzo Chigi è stato una cosa seria: discussione lunga di fronte a documenti e su proposte concrete, alla presenza dei ministri competenti. Fatto positivo per la democrazia in Italia, che pure ha suscitato una raffica di dichiarazioni quasi isteriche di diversi esponenti di Forza Italia: da Gasparri a Mulé. La sensazione è che il solo colloquio con una parte costruttiva delle opposizioni abbia rafforzato la leadership di Meloni, minacciata neanche troppo segretamente proprio dai parlamentari azzurri, che in Senato già avevano provato a sabotare l’elezione di Vincenzo La Russa. In più Sergio Mattarella, in visita in Svizzera, ha di nuovo posto la sua garanzia di fronte all’Europa per quanto riguarda la lotta all’evasione. Dunque non ci possono essere equivoci con Bruxelles sulla norma che riguarda l’obbligo del POS solo sopra i 60 euro. Intanto la nuova legge di Bilancio è da ieri un testo “bollinato” dalla Ragioneria centrale dello Stato. Ci sarà tempo per studiarlo per capirne tutte le conseguenze sulle nostre vite.

La vicenda tragica di Ischia ha fatto emergere un’amara realtà: il governo giallo verde non solo ha fatto approvare il condono, ma anche cancellato, da un giorno all’altro, “Italia sicura”, il gruppo di tecnici presso Palazzo Chigi specializzato nella cura del dissesto idro-geologico del Paese. Lo racconta bene oggi sulla Stampa Erasmo D’Angelis, che era a capo di quella squadra, e che sembra avere più cognizione di molti altri dei problemi strutturali del nostro Paese. L’indagine della Procura fra l’altro ha rivelato che era stata considerata zona sicura, zona “bianca”, proprio quella dove si è abbattuta la frana e dove ci sono state le vittime.

Dal fronte bellico si moltiplicano le testimonianze di un nuovo massiccio esodo degli ucraini dalla loro terra, colpita da quello che è già stato ribattezzato il Kholomodor, espressione che richiama lo sterminio per fame provocato da Stalin negli anni ‘50, detto Holomodor. Kholomodor sarebbe il freddo e il buio di tutte le città, Kiev compresa, causato dai bombardamenti mirati dei russi. Un nuovo martirio della popolazione civile dell’Ucraina. Papa Francesco insiste per la mediazione mentre il professor Stefano Zamagni autore di una proposta articolata di pace, in una bella intervista al Fatto, chiarisce un concetto sacrosanto: “È chiaro che la giustizia sta tutta da una parte, che è la parte degli ucraini, quindi quelli che propendono per la soluzione del conflitto per via militare, sostanzialmente, applicano questa massima: noi vogliamo la pace giusta a costo di far perire tutti. Io non sono di quest’ idea: sono con Aristotele ad affermare il primato del bene sul giusto”.

Un’altra intervista da non perdere assolutamente è quella col costituzionalista Gustavo Zagrebelsky a proposito dell’emergenza educativa nel nostro Paese. Zagrebelsky non è solo un esperto, è un vero insegnante che ama stare con i ragazzi. Cita una frase di Dostoievskij (sua grande passione) che val la pena riportare: «Un’ora sola, un’oretta d’amore che la scuola ti ha dato e che tu hai ricevuto, può essere tenuto a mente e valere per tutta la vita che resta».

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