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sabato 11 Luglio 2026 - 14:18
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Gli esordi a colori di Federica Gioffredi: “Il Giappone, equilibrio nel tempo”

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La fotografa Federica Gioffredi racconta il Sol Levante anche con il colore. Nota per i suoi scatti in bianco e nero, mercoledì 17 giugno alle 18 nell’archivio di Luciano Ferrara a Palazzo Rugfo di Castelcicale (Via Foria, 106) inaugura la sua personale “Il Giappone, equilibrio nel tempo”, seconda tappa del progetto “Studi aperti”. Scatti in mostra, che invitano a fermarsi e a contemplare la delicatezza del mondo circostante.
L’idea nasce con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al processo creativo e alla storia che si cela dietro la fotografia, attraverso la creazione di una rete tra fotografi, l’organizzazione di eventi, master class e mostre. La scorsa settimana Federica nella sua home gallery al Parco Margherita ha ospitato i famosi scatti di Maradona. Stavolta tocca a Luciano accogliere la raccolta della fotografa, che racconta il Sol Levante. Una selezione di nove fotografie, dove il classico rigore del bianco e nero di Gioffredi, incontra per la prima volta la potenza espressiva del colore.
“Ho fotografato il Giappone – spiega Gioffredi – che per me non è semplicemente un luogo, ma uno stato d’animo: un’essenza in perfetto equilibrio tra il silenzio di un giardino zen e i neon di una metropoli infinita. E l’ho fatto con un esordio a colori: tra contrasti e tradizioni”.
Spiccano le città di Tokyo, Kyoto, Nara, a rappresentare un ponte teso tra futuro e memoria. La modernità urbana cede il passo al silenzio meditativo dei templi e alla sacralità del parco di Nara, dove i cervi, messaggeri divini convivono da sempre con l’uomo. Se Tokyo rappresenta il domani e Kyoto custodisce il passato, Nara ne incarna lo spirito più profondo.
Il Giappone per Federica non si visita, si respira, e ne traccia un diario intimo di viaggio dove la luce tagliente e i contrasti monocromatici cedono il passo a rossi accesi e magnetici.
Nelle tessere di questo mosaico visivo, le sue foto invitano a una esperienza sensoriale, a vivere l’essenza misteriosa del Sol Levante: il movimento ipnotico delle carpe Koi che rompono l’oscurità dell’acqua con guizzi di rosso fuoco, l’eleganza effimera della geisha che scivola tra sete preziose e dettagli scarlatti.
Un esordio cromatico che non abbandona il passato, ma lo arricchisce, luce e colore si completano, restituendo tutta la sacralità, il silenzio e l’energia del Giappone profondo. Il progetto “Studi aperti, sostenuto dall’associazione NOOS APS e dalla cantina La guardiense janare, prevede una settimana di apertura di studi, offrendo un accesso raro e privilegiato al lavoro di grandi professionisti della fotografia, che mettono a disposizione i loro archivi personali.

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