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giovedì 1 Ottobre 2026 - 10:51
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In attesa delle tregua

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Hamas valuta l’accordo, ma il governo israeliano è diviso. Caso Salis, Meloni chiama Orbán. Sul Piano Mattei dubbi e speranze di Ong e missionari. Il Pil Italia cresce ma poco. Si ricorda don Bosco

Si attende che Hamas valuti la bozza di tregua scaturita dai colloqui di Parigi, cui hanno partecipato anche il capo della Cia e quello del Mossad. Ma mentre il gruppo terrorista palestinese deve decidere, la politica israeliana si divide proprio sullo stesso accordo. Benjamin Netanyahu si è detto contrario, mentre Binyamin Gantz ha minacciato di uscire dal governo se non si arriverà alla tregua. Secondo il Corriere, la proposta prevede tre fasi: dopo donne, minori e anziani, verrebbero lasciati andare i soldati (prima le ragazze) e solo alla fine rimandati in Israele i cadaveri portati dentro Gaza il giorno degli assalti o quelli di chi è morto in cattività. Quanti e quali detenuti palestinesi verranno scarcerati non sarebbe ancora stato definito.

Spettacolare incursione in “stile Fauda” dell’esercito israeliano che ha colpito al terzo piano del più grande ospedale di Jenin, in Cisgiordania. Una dozzina di soldati, tra cui tre in abiti femminili e due vestiti da personale medico palestinese, hanno fatto irruzione nei corridoi del policlinico e ucciso tre terroristi. Hamas ha dichiarato che uno degli uomini uccisi era un proprio membro. Le forze armate israeliane hanno anche ammesso ieri di avere allagato i tunnel utilizzati dai terroristi a Gaza. Il ministro degli Esteri britannico David Cameron ha detto che la Gran Bretagna farà pressioni sull’Onu per il riconoscimento dello Stato palestinese. Nel dibattito delle idee oggi nella Versione trovate gli interventi di Barbara Spinelli sul Fatto, Giulio Meotti sul Foglio e Anna Foa sula Manifesto. La Fondazione Oasis nel suo sito ha raccolto le opinioni su Gaza dei leader islamici che vivono in Italia.

Il giorno dopo la Conferenza Italia-Africa, si discute del Piano Mattei. Più ombre che luci nei giudizi delle varie associazioni che si occupano di cooperazione. Ong e missionari dicono all’Avvenire: bene l’attenzione ma i progetti siano concreti e concordati pure con noi. Intanto in Sudan nove mesi di guerra civile senza sbocchi: record di sfollati e sei epidemie in corso. Il premier del Marocco dice a Repubblica: ci vogliono risorse adeguate.

Il caso delle manette e delle catene ai piedi a Ilaria Salis, durante l’udienza di un processo contro di lei a Budapest, catalizza l’attenzione dei giornali italiani. La premier Giorgia Meloni ha telefonato a Viktor Orbán, anche su invito delle opposizioni. Libero difende la giustizia ungherese contro l’esponente dei centri sociali, accusate di violenze contro alcuni neonazisti. Sul caso ulteriore gaffe del ministro Francesco Lollobrigida, che ha dichiarato di “non aver visto le immagini”.

Antonio Polito sul Corriere della Sera si focalizza sul tema dei cattolici in politica dopo il caso del voto in Veneto sul fine vita. Dubbi e disagi nel Partito Democratico lasciano aperta la questione di un mondo che difficilmente oggi può trovare sbocchi nel panorama politico italiano.

Gli ultimi dati del Pil indicano che in Italia le cose vanno relativamente meglio che nel resto dell’Europa ma che comunque la crescita è minima rispetto anche alle attese delle ultime settimane (è l’apertura del Sole 24 Ore di oggi). Se la Bce dovesse dare una svolta alla politica monetaria già in primavera potrebbe tradursi in un’opportunità di vera ripresa nel nostro Paese.

La Versione si conclude con un articolo pubblicato da Avvenire su don Giovanni Bosco, di cui oggi, 31 gennaio ricorre la festa. Era il santo dei sogni, non solo dei giovani.

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