Stamattina si è spento l’ex segretario della Lega, governatore lombardo e ministro dell’Interno e del Welfare all’età di 67 anni. A dare la notizia sono stati la famiglia, amici ed esponenti del partito. L’uomo era malato da tempo.
Il messaggio della famiglia per annunciare la sua dipartita è stato questo: “Questa notte alle 4 il nostro caro Bobo ci ha lasciato. A chi gli chiedeva come stava, anche negli ultimi istanti, ha sempre risposto: “Bene”. Eri così Bobo, un inguaribile ottimista. Sei stato un grande marito, padre e amico. Chi è amato non conosce morte, perché l’amore è immortalità, o meglio, è sostanza divina (Emily Dickinson). Ciao Bobo”.
Roberto Maroni era nato a Varese il 15 marzo 1955 e aveva iniziato a interessarsi di politica da ragazzo, avvicinandosi al partito di estrema sinistra Democrazia Proletaria. Nel 1979 incontrò Umberto Bossi e con lui nel 1982 fu tra i fondatori della Lega Lombarda, il nucleo da cui poi nacque la Lega Nord. Negli anni seguenti Bossi divenne il segretario della Lega Lombarda, mentre a Maroni venne affidata l’organizzazione del partito nella provincia di Varese, dove nel 1985 venne eletto consigliere comunale. Nel 1992 venne eletto per la prima volta alla Camera, dove fu scelto come presidente del gruppo parlamentare. Nel 1994, con la vittoria della coalizione di centrodestra alle elezioni, venne nominato ministro dell’Interno (fu il primo non democristiano nella storia repubblicana). Tornò al governo nel 2001 come ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e poi nel 2008 di nuovo come ministro dell’Interno. Nel corso della sua carriera Maroni fu per lungo tempo vicino al fondatore della Lega Umberto Bossi, da cui però negli ultimi anni si distaccò, diventandone sempre più critico per via della sua gestione personalistica del partito. L’allontanamento divenne definitivo quando nel 2012 l’allora tesoriere della Lega, Francesco Belsito, venne indagato per la sua gestione dei rimborsi elettorali ricevuti dal partito e utilizzati per spese personali dalla famiglia Bossi. Lo scandalo portò alle dimissioni di Bossi dalla carica di segretario e finì con il coinvolgere anche i suoi due figli, Renzo e Riccardo. Il primo luglio del 2012 Maroni venne eletto segretario del partito, dal cui simbolo fece togliere la scritta “Bossi”, sostituendola con quella “Padania”. Nel frattempo si candidò alle elezioni dell’anno successivo per la presidenza della Lombardia, che vinse con circa il 43 per cento dei voti (il secondo candidato più votato fu Umberto Ambrosoli, sostenuto dal centrosinistra, che ottenne il 38 per cento). Come promesso in campagna elettorale, dopo l’elezione a presidente della regione si dimise da segretario della Lega: al suo posto venne nominato Matteo Salvini, attuale segretario. Al termine del suo mandato, nel 2018, decise di non ricandidarsi “per motivi personali”.
Tanti i messaggi di cordoglio per la sua morte da parte di tutti i massimi esponenti dei partiti politici italiani.
La presidente Giorgia Meloni: “Sono profondamente colpita dalla notizia della scomparsa di Roberto Maroni. Un amico, un politico intelligente e capace, un uomo che ha servito le Istituzioni con buonsenso e concretezza. Il Governo esprime il suo cordoglio e la sua vicinanza alla famiglia e ai suoi cari in questo momento difficile”.
Matteo Salvini: “Grande segretario, super ministro, ottimo governatore, leghista sempre e per sempre. Buon vento Roberto”.
Luca Zaia: “La mattina ci ha accolto con una bruttissima notizia, che ci porta alla realtà in maniera così repentina. Se ne va una figura iconica della Lega, un amico e un compagno di viaggio con cui abbiamo condiviso tante battaglie e ideali”.
Silvio Berlusconi: “Mancheranno la sua lucidità e la sua visione politica, il suo incommensurabile attaccamento alla Lombardia ed alle regioni del Nord produttivo. Mi stringo al dolore dei suoi cari e degli amici della Lega”.
Matteo Renzi: “Ciao Bobo. È stato bello conoscerti, è stato bello incrociare il tuo sorriso, è stato bello essere avversari ma collaborare sempre. Un abbraccio alla tua famiglia. Che la terra ti sia lieve”.
Paolo Gentiloni: “Ricordo Roberto Maroni, leghista appassionato, ministro competente, uomo leale, simpatico, impegnato”







