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La lezione tedesca

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Meloni-Giorgetti blindano i conti: forse 1-2 miliardi alla Sanità. La Germania punta sul welfare per combattere la crisi. Sepolto Prigozhin, mancano le reclute a Mosca e a Kiev. Il cinema a Venezia

L’esame ravvicinato dei conti pubblici è cominciato. La coppia Meloni-Giorgetti vuole evitare l’assalto alla diligenza e soprattutto cerca di disinnescare le riforme, come quelle su autonomia e pensioni, che non possono essere finanziate in questa fase. Oltre al cuneo fiscale, invece, si interverrà probabilmente sulla sanità che ha sicuramente bisogno di nuovi finanziamenti. Si riuscirà a tenere a freno le pretese di alleati e vice premier? Meloni rassicura tutti, e soprattutto imprenditori e mercati, in una lunga intervista con Maria Latella del Sole 24 Ore. Dove fra l’altro conferma gli ottimi rapporti con la Cina. Per ora lo spread promuove i primi passi del governo in un autunno che sarà comunque difficile per i conti pubblici. Le scadenze sono fissate: entro il 27 settembre ci dovrà essere la presentazione della Nadef, la nota di aggiornamento del Def, mentre entro il 20 ottobre andrà varata la legge di Bilancio. Il segretario della Cgil Maurizio Landini scrive alla premier, chiedendo un incontro con le parti sociali, mentre il Manifesto esalta la linea scelta dal governo del cancelliere Olaf Scholz: più welfare per contrastare la recessione in Germania. Una linea che potrebbe essere di buon auspicio anche in vista delle trattative europee sul nuovo Patto di stabilità. I ministri della Difesa e degli Esteri si riuniscono, in modo informale, al Consiglio d’Europa proprio in queste ore ed è il primo appuntamento dopo la pausa di Ferragosto.

Oggi fra i ministri a Bruxelles si parlerà soprattutto di guerra in Ucraina, com’è fatale. Dopo l’apertura di Volodymyr Zelensky alla “soluzione politica”, da Kiev è partita una raffica di critiche e insulti a papa Francesco, prendendo a pretesto una frase detta da Bergoglio coi giovani russi e di cui peraltro la Sala stampa della Santa Sede ha chiarito il senso. Il Ministro degli Esteri ucraino da Parigi, nel giorno dei funerali di Prigozhin, ha detto che chi tratta con Mosca muore. Il Corriere, Il Foglio e La Stampa fanno oggi da risonanza alla propaganda ucraina. L’impressione è che si voglia riequilibrare le frasi del presidente ucraino, in senso bellicista e che quindi si tiri il Papa per la stola. La realtà dei fatti, come scrive Avvenire, è che c’è un’enorme “stanchezza delle armi”. A Mosca non ci sono più reclute e anche a Kiev “il nazionalismo non smuove più i giovani, nemmeno in Ucraina: la guerra fa paura”. Anche per questo una soluzione politica appare più vicina.

In Italia fa discutere un commento del giornalista mediaset Andrea Giambruno, compagno della premier, sulla brutta storia dello stupro di Caivano. Ieri sera (vedi Foto del giorno) c’è stato un corteo organizzato da don Maurizio Patriciello che aspetta, per domani, la visita della stessa Meloni. Un altro parroco, quello di Tor Bella Monaca, è oggetto di cronaca, perché colpito da un attentato. Buone notizie invece dal Pakistan, dal quale sarà estradato il padre della giovane Saman, uccisa a Novellara.

La Versione si conclude con una cronaca dalla Mostra del Cinema di Venezia, ai nastri di partenza. Dal prossimo anno a dirigerla potrebbe essere Pierangelo Buttafuoco.

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