Illustrata la nuova Finanziaria. Cautela nei conti e nella cancellazione del Reddito. Battibecco con la stampa. Fi e Lega scontenti. Mancano le munizioni a Kiev. Rivolta aperta in Iran
Nella sostanza prevalgono cautela e prudenza. E gradualità. Anche nello smantellare il Reddito di cittadinanza, Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti hanno deciso di procedere a tempo, fissando la scadenza ad agosto. I due hanno frenato anche altre richieste di Salvini e Berlusconi, che avrebbero voluto allargare ulteriormente il deficit. L’impressione è stata confermata dalla conferenza stampa di ieri mattina a Palazzo Chigi di illustrazione della manovra, dove Meloni ha spiegato di non voler rincorrere il consenso, senza sconfessare, anzi rivendicando precise scelte di linea politica ed economica. Ma con realismo, sapendo che le risorse erano limitate e che dei 35 miliardi in ballo, 21 servivano per contrastare il caro bollette. Ci sarà tempo poi per capire nel dettaglio che cosa accadrà al “ceto medio” (citato nel titolo del Giornale) e quale sarà il destino di chi oggi è titolare del Reddito. Anche per questo le cronache raccontano di un asse fra Meloni e Giorgetti e di un certo isolamento di Salvini e Berlusconi. Bruxelles ha acceso un faro sui nostri conti ma siamo in buona compagnia di molti altri Paesi Ue, Germania compresa, come racconta Beda Romano sul Sole 24 Ore di oggi. L’attenzione europea è d’altra parte scontata, visto che la crisi energetica e dei consumi, anche dovuta alla guerra, sta provocando recessione, combinata con inflazione. Vedremo come andranno i consumi del Black Friday, nel lungo fine settimana mondiale di maggior consumo del pianeta, che inizia domani con il Thanksigiving americano.
A Palazzo Chigi, non è stato simpatico ieri il finale dell’incontro con i cronisti. Ma non è certo la prima volta che un Presidente del Consiglio battibecca con i giornalisti in conferenza stampa. Giorgia Meloni poi (si pensi alla singola critica sulla figlia portata a Bali da lei stessa amplificata) è incline ad azzuffarsi con stampa e tv, alternando vittimismo ed offese piccate. Le domande e le critiche vanno fatte. La premier ha il diritto di rispondere e anche di non dire niente. O di insolentire i cronisti. Nella sostanza è capitato a tutti: da Renzi a Conte, da Berlusconi a Monti, da Letta a Draghi. Gli inizi poi sono sempre difficili. Meloni è stata campionessa della polemica nei panni dell’opposizione, per tanti anni, non è facile passare dall’altra parte. Però meglio non esagerare. Cautela e prudenza sono grandi virtù non solo sui conti pubblici ma anche sul bilanciamento dei poteri in democrazia.
Le notizie dal fronte bellico sono concentrate sul generale inverno, grande alleato della strategia militare di Mosca. Gli ucraini devono fronteggiare temperature rigide e neve, con le infrastrutture energetiche danneggiate dai bombardamenti russi. Secondo Gianluca Di Feo di Repubblica alle forze armate di Kiev mancano anche le munizioni, dopo otto mesi di guerra, munizioni che scarseggiano in tutto l’Occidente.
Le altre notizie dall’estero ci raccontano delle proteste iraniane, che anche grazie all’amplificazione mediatica dei Mondiali di calcio in Qatar stanno facendo il giro del mondo. A Teheran c’è chi critica i calciatori ma ci sarebbero scioperi e proteste anche nelle fabbriche, a testimoniare che le manifestazioni non sarebbero solo più di donne e giovani. E che dalla critica alla Polizia morale si sarebbe ormai passati all’aperta rivolta contro il regime degli ayatollah.











