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Migranti, contesa sull’Italia

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Caos migranti. La Francia blinda i confini, la Polonia boccia la Von der Leyen. I governatori: no ai Cpr. Meloni all’Onu. Ieri ha parlato Zelensky. Nuova guerra in Nagorno Karabakh. Morto Vattimo

“Più galera per tutti” ha titolato ieri il Corriere della Sera versione web, concedendosi una quasi battuta, di cui non c’è traccia stamane nel giornale cartaceo. Due giorni dopo il Consiglio dei Ministri che ha varato l’aumento dei tempi di detenzione e dei Centri per chi sbarca in Italia, la soluzione, per ora trovata all’emergenza migranti, crea problemi interni ed esterni. In Italia sindaci e governatori temono moltissimo che i nuovi Cpr arrivino proprio nei loro territori e dal toscano Eugenio Giani al veneto Luca Zaia alzano un fuoco di sbarramento contro questa eventualità. Ostile e molto anche il clima all’esterno: i francesi schierano massicciamente le loro forze armate ai confini con l’Italia, confermando ciò che già il ministro degli Interni Gérald Darmanin aveva detto. La Francia non vuole accogliere nessun migrante sbarcato in Italia. La Polonia, col primo ministro Mateusz Morawiecki attacca apertamente il piano in 10 punti della Ue, annunciato da Ursula Von der Leyen a Lampedusa. Non è un quadro favorevole anche se oggi Giorgia Meloni insisterà, davanti alla platea dell’Onu, sul Piano Mattei per l’Africa.

A proposito di Onu, ieri ha parlato per la prima volta di persona dall’invasione russa del suo Paese, Volodymyr Zelensky all’Assemblea Generale. Ha detto che presenterà il suo piano di pace, basato sull’integrità territoriale ucraina, al Consiglio di sicurezza. Intanto una nuova guerra lancia i suoi bagliori sinistri sull’Europa, proprio nella zona delle Repubbliche ex sovietiche. L’Azerbaigian ha lanciato un’ “operazione anti- terrorismo” in Armenia che ha tutti i connotati dell’attacco militare. Interessante l’intervista su Repubblica al docente di Ca’ Foscari Carlo Frappi, che dice: “L’Azerbaigian era insofferente alla stagnazione dei negoziati che dura da tre anni e cercava un’escalation. E poi c’è la distrazione della Russia, che adesso è impegnata con tutte le sue risorse militari, economiche e politiche nella guerra in Ucraina”.

Per tornare alle vicende italiane (Meloni rientra stanotte da New York) c’è da segnalare la preoccupazione di Giancarlo Giorgetti, in vista della stesura della Nota aggiuntiva di bilancio, la Nadef, scadenza il 28 settembre, per la reazione dei mercati, più che della Ue, ai nostri conti pubblici. Con una sintesi efficace il Ministro ha ricordato che deve “vendere” il nostro debito. E gli acquirenti non possono certo mancare…

Nelle prospettive della politica, ogni partito tenta una strada il più possibile autonoma e indipendente nella corsa verso elezioni proporzionali, come sono le prossime europee. E quindi se Matteo Renzi punta a Il Centro, lasciando a Calenda Azione, Elly Schlein vorrebbe una svolta movimentista del Pd. Mentre Giuseppe Conte intende differenziare i 5 Stelle sempre più proprio dal Pd. Ognuno correrà per sé e non saranno piccoli gli scossoni anche per il governo.

È morto ieri sera il filosofo Gianni Vattimo, all’età di 87 anni. Ho un bellissimo ricorso di quando lo intervistai per il settimanale Il Sabato, nella sua casa di via Po a Torino, ad un passo dall’università di Palazzo Nuovo. Oggi sul Corriere della Sera Maurizio Ferraris, che è stato suo allievo, descrive proprio quella fase in cui rivalutò cattolicesimo e comunismo, dopo la caduta del Muro di Berlino: un periodo segnato dalla necessità di vedere in modo diverso l’affermarsi di una società alle prese con la secolarizzazione e in qualche modo segnato dalla nostalgia verso l’equilibrio della fede. Per tanti torinesi della mia generazione Vattimo fu comunque un maestro di pensiero.

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