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giovedì 1 Ottobre 2026 - 08:04
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Trump in tribunale

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All’ex Presidente Usa notificati arresto e 34 capi d’imputazione. Darya sospettata di legami con Kiev. In Italia il Pnrr divide anche gli economisti. Missione Ue in Cina: Ursula poliziotto cattivo

Alla fine l’accusa è pesante e riguarda le elezioni del 2016. Donald Trump si è presentato ieri al Tribunale penale di Manhattan per un atto che non ha precedenti nella storia: l’incriminazione di un ex Presidente degli Stati Uniti. Si è dichiarato «non colpevole», di fronte ai 34 capi di accusa che gli sono stati notificati. Le autorità hanno evitato le foto segnaletiche e altri atti che avrebbero potuto trasformare l’evento in uno show a favore dell’imputato. L’accusa ha imputato a Trump anche di aver incitato alla violenza pubblica, nei giorni scorsi, non risparmiando le persone della Procura e i loro familiari. Il procuratore Alvin Bragg ha anche chiesto un impegno alla segretezza alle due parti del processo, che contrasta palesemente con la strategia propagandistica di The Donald. Al termine dell’udienza (la prossima è fissata a dicembre), Trump è ritornato a Mar-a-lago in Florida, dove ha tenuto una conferenza stampa e dove ha ribadito: «Il mio unico crimine è stato difendere l’America». Ma la reazione dei suoi fan e supporter per ora è stata meno rilevante del previsto. Le vicende giudiziarie si intrecciano con quelle politiche, visto che nei prossimi mesi i repubblicani americani dovranno scegliere il loro candidato. Joe Biden, nota oggi Mario Del Pero sul Quotidiano Nazionale, preferirebbe gareggiare contro lo stesso Trump.

Il resto dello scenario internazionale presenta il dopo attentato in Russia. A Mosca nell’inchiesta sulla donna accusata ora di terrorismo, Darya Trepova, spunta un intermediario che sarebbe venuto da Kiev: il cerchio si chiuderebbe perfettamente per accusare gli ucraini dell’uccisione del blogger ultranazionalista Vladlen Tatarsky. Ad Helsinky da ieri sventola la bandiera della Nato, perché la Finlandia è entrata ufficialmente nell’alleanza militare atlantica: un cambiamento epocale che porta la Federazione russa a confinare direttamente con un Paese dell’alleanza. Mosca ha fatto sapere che ha disposto missili in Bielorussia. Washington ha ironizzato sul “capolavoro di Putin” che ha ottenuto proprio quello che voleva evitare.

Una debole speranza di pace è affidata alla missione europea in Cina. Emmanuel Macron e Ursula Von der Leyen (nei panni del “poliziotto cattivo”) iniziano oggi la visita a Pechino. Sullo sfondo l’iniziativa di pace del presidente Xi Jinping per un cessate-il-fuoco. Adriana Cerretelli sul Sole 24 Ore fa notare oggi che solo un’Europa più indipendente può aprire una trattativa fruttuosa, anche se non soprattutto sul fronte industriale e di interscambio economico.

A proposito di Europa, in Italia il grande tema della politica è diventato l’attuazione del Pnrr. Molti gli articoli che questa Versione ha scelto sul tema per voi oggi. C’è una specie di derby fra chi vorrebbe davvero rinunciare ai fondi europei se non sappiamo spenderli (come aveva notato Riccardo Molinari della Lega) e chi dice che sarebbe una sconfitta pesante del sistema Italia e una concreta rinuncia alla crescita del nostro Pil. Anche gli economisti si dividono: Boeri e Perotti su Repubblica stanno dalla parte di Molinari, Giavazzi sul Corriere dall’altra. Così come Prodi e Tremonti, entrambi intervistati.

E Giorgia Meloni? Teme un complotto europeo ai suoi danni in vista delle prossime elezioni continentali e per ora ha fatto slittare le decisioni su assunzioni e collaborazioni di pensionati nella Pubblica amministrazione. Fitto e Giorgetti sono impegnati a dialogare a Bruxelles. Ma il clima sta diventando leggermente surreale. Comunque vada, si rischiano figuracce.

Fra le altre notizie dall’estero ancora in primo piano Israele. Le celebrazioni della Pasqua, cattolica, ortodossa ed ebraica, quest’anno molto vicine in calendario, rischiano di essere l’occasione per nuovi scontri e disordini. Tenendo conto che c’è il Ramadan in corso. In Svezia invece si discute del Corano bruciato in piazza, atto ritenuto legittimo dalla magistratura.

Bellissima oggi la notizia della bambina turca, ribattezzata “Mistero”, che grazie al Dna, dopo due mesi del terremoto, è tornata da sua madre. Il destino nel nome.

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